giovedì 23 ottobre 2008

violenza psicologica

Carissime Amiche, oggi vorrei parlarvi della violenza più subdola e sottile che possa esistere: la violenza psicologica. Spesso chi la subisce non se ne rende conto e potrebbe subire anche violenze sessuali (che però non sono mai definite tali dalla vittima).
Ho ricercato alcune informazioni più dettagliate, su questo tipo di violenza.

"Abuso della propria forza mentale. L’abuso può essere compiuto in modo studiato e sistematico, oppure in modo incontrollato ed impulsivo.
Tale violenza è al pari di quella fisica in quanto a potenziale di distruttività dell’essere umano che la riceve. La differenza sostanziale è che mentre la violenza fisica è più facilmente visibile (chi, quando) quella mentale la si può ricevere anche senza accorgersene con danni molto prolungati e cronici.
Come tutte le violenze si può uscirne ma la difficoltà di individuare il CHI e QUANDO rende la violenza psicologica la più dura da estirpare. Molte persone infatti muoiono nell’inconsapevolezza di essere stati violentati o con la consapevolezza di non averla trovata e dunque non aver rimosso il suo effetto distruttivo.
La violenza psicologica può portare alla morte quanto quella fisica."

"Le strategie che mette in atto chi decide di annientare un essere umano sono molto subdole e mirano, prima di tutto, ad anestetizzare la vittima designata in modo che non possa reagire.[...]
L’aggressore manda spesso messaggi contrastanti nel senso che dice una cosa e ne pensa un’altra (doppio legame), mettendo in questo modo l’oggetto delle sue manovre in uno stato di confusione e nell’incapacità di capire cosa sta succedendo.
L’interruzione della comunicazione bilaterale è un’altra delle manovre che l’aggressore instaura. Subentra così il senso di colpa di chi inizia a subire e, con esso, un tentativo di perfezionismo per cercare di spostare o annullare il bersaglio. Se tenta una reazione, dopo un periodo lungo di esasperazione, allora viene accusata di essere cattiva o malata."

"Il maltrattamento psicologico procura una grande sofferenza, e parte del dolore provato dipende dal non riuscire a dare un nome a questo stato di grave disagio: la donna continua a sentirsi confusa e sofferente, ma senza capirne il perché. Per questa ragione è sempre importante con le donne parlare e indurle a esplicitare quello che sta succedendo, perché possono non rendersi conto che quello che stanno subendo è un vero e proprio maltrattamento. Le tipologie e le modalità di maltrattamento sono molteplici, di seguito ne abbiamo identificate sei delle più comuni.
1. svalorizzazione (ad es. convincere la donna che non vale niente, dirle che è sessualmente inadeguata, sminuirla nella sua femminilità, offende rla dirle che è stupida che non capisce niente, critiche continue, distruzione delle amicizie ecc..)
2. trattare come un oggetto (ad es. richiesta di cambiare il proprio aspetto fisico, manipolare lo stato psichico della donna, maniacale ossessività, controllo di dove va la donna e cosa fa, gelosia eccessiva, costringere ad avere rapporti sessuali)
3. eccessiva attribuzione di responsabilità (ad es. nell’organizzazione del menage familiare, accusarla delle difficoltà dei figli, costringerla a farsi carico di tutte le spese familiari ecc..)
4. indurre senso di privazione (ad es. privazione di contatti sociali, indurre ansia e insicurezza sul futuro, privazione dei rapporti con la famiglia d’origine ecc..)
5. distorsione della realtà oggettiva (ad es. critica continua alla visione del mondo della donna, negazione dei sentimenti delle donne, far sentire in colpa la donna perché rifiuta i rapporti sessuali, cercare di far sembrare normali gravi maltrattamenti e abusi ecc…)
6. paura (ad es. minacce di percosse, rompere oggetti, sbattere porte, minacce di togliere i figli, minacce di morte, imprevedibilità ecc…) "

44 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao carissima. Scrivo dopo averti incontrato questa sera per caso, mentre cercavo notizie e informazioni sulla violenza psicologica che conosco molto, troppo bene, ma che solo da due giorni riesco a riconoscere d'avere vissuto. Grazie per questo post, utile a me e a molte altre donne. aggiungo solo una cosa: spesso la vittima da piccola ha introiettato un oggetto cattivo, vale a dire ha avuto vicino una figura cattiva e ambivalente che l'ha cresciuta e l'ha abituata ad avere un rapporto malato fatto di ricatti, umiliazioni, messaggi contraddittori... io ci ho messo una vita a capire... mi ha aiutato un comportamento così eccessivamente crudele del mio partner da essere inequivocabilmente ingiusto. Ho aperto gli occhi e adesso voglio che qualcosa cambi. Abbiamo il diritto di essere rispettate. Senza rispetto, l'amore è solo una parola pericolosa che nasconde altro... un abbraccio :)

Evaviolata ha detto...

Mia cara Amica,
hai ragione, molto spesso esistono motivazioni, ai nostri drammi di oggi, che risiedono latenti nel nostro passato più remoto. Accade infatti che la vittima in particolar modo in questo tipo di violenze, sia in qualche modo incosciamente predisposta a esporsi in quanto "esca" per questi soggetti relazionalmente deviati. E dal momento che hai appena preso coscienza del problema, ti rimando al sito del dott. Cavaliere http://www.maldamore.it/ qui ci sono informazionoi utili su queste problematiche. Sul sito c'è anche un forum, dove potrai confrontare la tua esperienza per trovare la via della completa guarigione. Grazie per la tua importante testimonianza.
Ti mando un bacione e ti auguro quella serenità che fino ad ora ti è mancata.

Anonimo ha detto...

Cara Eva, ho letto attentamente il tuo post sulla violenza psicologica, xò mi sembra un pò riduttivo...la violenza psicologica non è solo quella praticata da un uomo nei confronti di una donna, ma può essere anche la donna stessa a praticarla, magari nei confronti di persone più deboli, come possono essere i figli. Queste sono donne che sicuramente provano una grande sofferenza e fanno provare il loro stesso disagio alle persone che le amano. Oppure possono praticare questa "violenza" nei confronti dei propri genitori, che le amano e loro invece fanno di tutto per essere odiate...e sfogano il loro disagio attraverso l'aggressività. E' vero che nella maggior parte dei casi sono le donne ad essere le vittime designate di carnefici che spesso vivono nella loro stessa casa, ma esistono anche situazioni in cui loro stesse diventano carnefici di persone più deboli...quindi secondo me prima di puntare il dito verso qualcuno, che sia uomo o donna, bisogna analizzae la situazione generale e non parlare per partito preso, etichettando la violenza psicologica dell'uomo come l'unica forma esistente...grazie Anna

Evaviolata ha detto...

Cara Anna,
la violenza psicologica che ho deciso di trattare sul blog è solo ed esclusivamente quella praticata da uomini verso le donne; lo scopo del blog non è quello di informare sulle problematiche di chiunque, ma di dare rilievo alla violenza che continuamente subiscono tantissime donne da parte di uomini violenti. Il mio blog, non tratta della violenza in genere, ma della violenza di genere. I mali del mondo purtroppo sono tantissimi quanto le persone che possono subirli siano esse adulti o bambini, ma questo è un blog dedicato alle donne e io di solo questo voglio trattare, oppure tutti gli argoemti sfocerebbero in qualcos'altro per cui non ci sarebbe abbastanza spazio.
Un saluto

Anonimo ha detto...

ciao ho 18anni e sn fidanzata da 4 mesi con un ragazzo di 21.io penso d esserne innamorata però ci sono suoi atteggiamenti che mi"spaventano"..è molto geloso..se esco coi miei amici deve esserci anche lui presente..mi ha controllato di nascosto siti a cui ero iscritta e io una volta scoperto l ho lasciato ma poi sono tornata da lui.....dice che lo ha fatto perchè tiene molto a me però odio questa mnacanza di fiducia..quando sto con lui sto da dio ma nn voglio rinunciare ai miei sogni..alla mia vita...lui dice che in una storia bisogna fare tante rinunce e su questo sono daccordo..ma rinunce piccole..molte mie amiche mi consigliano di chiuderci perchè hanno assistito ad alcuni suoi atteggiamenti ma io non riesco però mi rendo conto che spesso non mi sento libera...libera di andare a mangiare una pizza con gli amici senza di lui xkè poi so che ci devo litigare e devo piangere e stare male dentro...so che il mio sfogo può sembrare superfluo rispetto a tutti questi ma leggendo il post mi sn resa conto che si sono presentate situazioni similari..come il sapere ossessivamente dove e con chi sono..farmi sentire insicura sul futuro..i miei progetti..non so...vabè se avrete la voglia di rispondermi ne sarò felice..ciao a tutti

Fradark ha detto...
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Evaviolata ha detto...

Carissima,
cerca di allontanare questa persona da te, i suoi atteggiamenti che vanno molto oltre la normale gelosia se continuati nuoceranno alla tua vita fino a spegnere la tua personalità; in effetti il motivo per cui questo ragazzo si comporta così non ha a che vedere con l'amore che prova per te ma con una mania di controllo mirata all'isolamento di quello che gli appartiene e non al suo benessere; questi comportamenti molto frequenti spesso si riconducono a personalità affettivamente non mature, e con problemi relazionali che non hanno mai superato. il problema non sei tu. nella maggior parte dei casi vedono nel proprio compagno una sorta di vittima da immolare psicologicamente poichè in esse vedono quelle che in realtà sono le proprie peculiarità. ti faccio un esempio: se vorrebbe controllare il tuo cellulare, se pretende un resoconto della giornata dettagliato, se si arrabbia molto nel momento in cui per una tua semplice dimenticanza un orario dato, o una spiegazione su dove o con chi eri, non lo soddisfa, questo significa che ti crede capace di pensieri e azioni di cui lui è capacissimo ed è proprio per questo che ha paura di vederle in te. Non a caso se per un solo giorno cominciassi tu a comportarti come fa lui ti accorgeresti che non reagirebbe minimamente come invece fai tu e che sentirebbe un fastidio non provocato da te o dal tuo comportamento, ma dal fatto che verrebbe messo di fronte a uno specchio. quello che lega lui a te non è amore, l'amore è fiducia reciproca, amore è volere la felicità dell'altro, quello che lega invece te a lui invece è una sorta di dipendenza, insieme al senso di paura dello stare senza di lui... solo questo. ti mando un abbraccio e ti auguro di uscire presto da queata situazione.

Evaviolata ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Ciao a tutte,

ho un compagno da molti anni che ho lasciato piu' volte e con cui sono ritornata sistematicamente. La sua e' una mania di controllo che deriva anche dal fatto che non viviamo insieme e siamo quasi sempre in citta' diverse. Come faccio ad uscirne fuori? Lasciarlo semplicemente non serve a molto, lui riesce sempre a convircermi del nostro amore... Quali sono i meccanismi psicologici da mettere in atto per sovvertire la situazione?

Evaviolata ha detto...

Cara Amica,
innanzi tutto voglio farti notare quanta consapevolezza tu già abbia del problema, cosa che ti rende abbastanza forte e predisposta a venirne fuori. Tu dici che lui riesce ogni volta a "convincerti del vostro amore": ma di quale amore si sta parlando? Dovresti individuare quindi non solo ciò che di malato c'è nella vostra relazione, ma quegli elementi che ti portano a rimanere attaccata a lui. Quali possono essere? Attrazione fisica, attaccamento a un'immagine illusoria e falsata che hai di lui, difficoltà a dimenticare gli aspetti sani, ma magari passati della coppia, dipendenza affettiva... questi possono essere solo alcuni dei motivi che impediscono la tua crescita individuale. Il consiglio che ti do, è di isolare questi motivi senza chiamarli "amore", perchè qui di amore non si tratta, e sostituirli con qualcosa di sano nella tua vita. Solo così riuscirai ad uscire da questo circolo vizioso e avrai così l'opportunità di vivere in futuro relazioni sane e che sicuramente ti appagheranno. Buona fortuna.

Cristiana ha detto...

Ciao Evaviolata Ho trovato interessante quanto da te scritto sulla violenza psicologica sulle donne. Mi rimangono però molte domande. Come ci si difende ? Anche in modo legale? come hai detto tu, a differenza di quelle fisiche, non rimangono prove a parte la propria testimonianza Io ho avuto occasione di parlarne con figure professionali come : una psicologa, una psicopedagogista che aiuta i genitori in difficoltà, assistenti sociali,neuro psichiatri infantili... Tutte esperienze utili per chiarirmi e per avere un riscontro "professionale".Ma su come controreagire mi sento molto scoperta.Penso, in fondo, che quello che ho subito rimarrà , in fondo lettera morta...Le testimonianze delle ass. soc. riguardo agli attegiamenti del mio ex compagno nei colloqui avuti insieme;la relazione della neuro psichiatra inf. sui disagi di mia figlia mi daranno un po' di giustizia? In una causa di affidamento dei figli cosa devo chiedere a un avvocato? Purtroppo sono ancora molto arrabbiata e confusa...Grazie per L'Attenzione. Cristiana (sono su Facebook come Rose Mallow se qualcuno volesse contattarmi)

Evaviolata ha detto...

Cara Cristiana, purtroppo non ho un tipo di competenza per poterti aiutare per quanto riguarda il supporto legale; dati i tuoi trascorsi e le figure professionali a cui hai chiesto aiuto, potrei dire che il lavoro svolto è abbastanza soddisfacente, pensa che ci sono donne che non hanno nessun tipo di riscontri, neanche la consapevolezza che tu hai raggiunto. Se come è evidente ci sono danni psicologici su di te e tua figlia credo che tu possa chiedere ad un avvocato di rappresentarti su questo aspetto che ritengo molto importante (una bambina o adolescente che sia, non può vivere in una situazione di violenza psicologica); non essere scoraggiata nella tua battaglia perchè se questi danni effettivamente ci sono, verranno riconosciuti e potrai vivere con più serenità. Buona fortuna.

Anonimo ha detto...

Riconoscere di vivere in una situazione di violenza psicologica è difficile se non si arriva a guardare la relazione con distacco. Cosa può aiutare il raggiungimento di questo distacco emotivo e mentale prima che arrivi la violenza fisica per cui diventa meno difficile rendersene conto?
Conoscere la differenza tra conflitto e maltrattamento potrebbe aiutare le vittime a rendersi conto dell'abuso psicologico che viene usato nei loro confronti?
L'impatto delle parole (che si usano per parlare di violenza) sulle vittime può essere di ostacolo al riconoscimento e generare un rifiuto a considerarsi vittime quasi come se si percepisse un'altra violenza del linguaggio che ghettizza invece di avere come focus "GLI AUTORI DELLA VIOLENZA", COLORO CHE AGISCONO LA VIOLENZA, I VIOLENTI, IL/LA PARTNER VIOLENTA?".
Vorrei chiedere ad anonimo 22 novembre 2008 che scrive una storia come la mia se è stato l'episodio crudele che l'ha resa consapevole oppure che cosa e come è andata a finire.
un abbraccio

Evaviolata ha detto...

ragazze, visto che l'argomento suscita particolare interesse scriverò un altro post sull'argomento cercando di rispondere a tutte le vostre domande! baci

Anonimo ha detto...

Mi chiamo Francesca, ho 17 anni.
Vi scrivo per chiedervi aiuto.
Per 1 anno sono stata con un ragazzo di 25 anni che mi obbligava sin dall'inizi del rapporto a fare tutto ciò che lui voleva. Oggi, dopo un anno l'ho lasciato perchè sono riuscita a dire a qualcuno (mia madre) tutto quello che ho dovuto subire per un intero anno in silenzio.
Non potevo uscire senza di lui, non potevo salutare nessuno neanche una barista, mi ha chiuso l'account facebook, l'account msn, e mi ha fatto chiudere i rapporti con tutti i miei amici/amiche, non potevo parlare con nessuno in famiglia, dovevo chiedere il permesso per fare la doccia, non potevo mettermi il deodorante perchè a lui non piaceva l'odore, non potevo farmi la piastra perchè a lui non piaceva, non potevo truccarmi perchè se no non ero abbastanza semplice, non potevo comprare qualsiasi cosa se a lui non piaceva,dovevo chiedergli il permesso per andare al bagno dentro casa mia, dovevo mandargli un messaggio al minuto dal momento in cui entravo dentro casa al momento in cui uscivo (ovviamento con lui) e se trasgredivo di 1 minuto la regola, la punizione era che non ci vedevamo nella giornata, non potevo mangiare a casa mia se mio fratello più piccolo invitava un suo amico e dovevo stare le ore al piano di sopra in camera mia nell'attesa se ne andasse, ho dovuto iniziare la scuola serale perchè nella scuola che frequentavo prima di conoscerlo c'erano quelle amiche con cui ho dovuto chiudere il rapporto se no mi lasciava, e tra l'altro alla scuola serale non potevo salutare nessuno, non dovevo stare vicino a nessuno, e dovevo mandargli messaggi su qualsiasi cosa succedeva dentro la classe, se qualcuno mi chiedeva qualcosa non potevo risponde e via dicendo.. poi, non potevo salutare il fidanzato di mia sorella, mi ha obbligato per 4 mesi a non parlare con mia sorella perchè lei aveva espresso un giudizio su di lui, mi ripeteva sempre che io dovevo scegliere tra lui e la mia famiglia e che un giorno l'avrebbe fatta pagare a loro per non avermi cresciuto bene. Mi faceva sentire brutta tanto chè, non mi curavo più per niente, uscivo con i capelli sporchi, tutta vestita male, ero quello che lui voleva una completa nullità. Ero vuota dentro e lo sono tutt'ora, mi sento così impotente, così sola.
Io non so più cosa fare, ho paura. L'ho lasciato oggi. Ma lo amo, lo amo da morire, non posso credere che lui, che tra pochi mesi diventava mio sposo ha potuto farmi questo. Lui che amo con tutta me stessa. Non ci fa apposta, voglio aiutarlo, posso fare qualcosa. Questa sera è venuto a casa mia ero terrorizzata tremavo, piangevo, vomitavo, ero terrorizzata ho paura che lui possa fare qualcosa dato che l'ho lasciato. Mia madre neanche gli ha aperto, gli ha detto di andarsene via che io dormivo, e che non deve più tornare. Il problema è che io non so vivere senza di lui, ma la situazione in cui vivevo era disastrosa. Piangevo in silenzio ogni notte sotto le coperte, non mangiavo, in 2 mesi ho perso 10 kili, ho avuto continui attacchi di panico tanto chè, mamma mi ha portato a fare tantissime visite non sapendo a cosa era dovuto tutto il mio star male. Ora lo sa, vorrebbe aiutarmi, ma non può, io non riesco a stare senza di lui. Mi sento in colpa è tutta colpa mia, non avrei dovuto dirglielo a mia madre di ciò che subivo ma ho avuto uno sfogo dopo 1 anno ed imperdonabile. Ora lui mi odierà a morte, farà un casino se viene a scoprire che mia madre sa tutta la verità. Ho paura. Non so come comportarmi. Volevo chiedervi cortesemente cosa devo fare, vi prego. Sto malissimo. Non sopporto questo dolore mi sta uccidendo. Una vita senza di lui, non sono in grado di farla. Vi prego ditemi che cambierà, che non è violenza psicologica come dice mia madre. Non voglio fargli del male. Lo amo.

Evaviolata ha detto...

Carissima, tutto quello che hai descritto è terribile, hai fatto molto bene a dire a tua madre quello che ti sta accadendo. Dici di non voler vivere una vita senza di lui, e io ti rispondo che una persona che non vuole che esci, che ti trucchi, che ti fa sentire brutta, che ti controlla costantemente non ti ama affatto, e quella che vivi con lui non è una vita e non c'è amore. Amore è libertà di vivere, di scegliere e in due si cresce e si migliora. Tu ti stai chiudendo, stai rinunciando a te stessa per qualcuno che non è affatto in grado di amare veramente. Siamo tutte libere di vestirci come vogliamo, di frequentare la gente che vogliamo, di andare in bagno dentro casa nostra senza dover chiedere il permesso a nessuno. E' una grave violazione dei tuoi diritti questa, e tu hai il dovere invece di tutelarti. La persona che si ama, non si tiene rinchiusa, anzi, capirai un giorno, che più sarai "libera" di fare tutto ciò che desideri più sarai amata. La gelosia, il dire "io lo faccio per il tuo bene" dirti che se fai come dice lui è sempre meglio vuol dire non rispettarti affatto, e permettimi di dire che se non c'è rispetto e FIDUCIA reciproca non c'è amore. Una persona che ti tiene chiusa dentro casa non ti ama, ti sta solo distruggendo per i suoi bisogni, per egoismo. Ti consiglio di allontanare subito questa persona dalla tua vita.ti consiglio di chiedere aiuto a degli esperti visita questo sito, ti daranno una consulenza gratuita: http://lopsicologo.blogspot.com/ . Intanto, resta vicino a tua madre e tua sorella, non fare l'errore di allontanarle da te, sono loro che ti aiuteranno a riprendere in mano la tua vita e ad allontanare una volta per tutte questo individuo da te. Un abbraccio e fammi sapere!

12 marzo 2012 11:27

Romina ha detto...

Ciao a tutte,
sono uscita da poco da una relazione che penso esser stata di violenza psicologica e vorrei parlarne con voi anche per avere un vostro parere, per non convincermi di esser io a pensar male.
La mia storia è durata 7 anni ma il mio compagno, all'inizio splendido, negli ultimi anni, e precisamente dopo che è cominciata la nostra convivenza, ha cominciato a mettere in atto una violenza psicologica a tutto tondo.
Leggendo i 6 punti prima alencati mi ci sono ritrovata completamente:
Tentava in ogni modo (dicendolo esplicitamente o lasciandolo intendere) di farmi passare per stupida, per una che non c'arriva (faccio presente che è l'unico in vita mia ad avermi detto questo), ero sempre inadeguata, vuoi per il mio abbigliamento vuoi per il mio modo di fare, ma non ero mai come lui voleva.
I miei capelli non andavano bene, la mia corporatura neanche, anche se per questo non ne faceva un obbligo, non mancava mai di farmi notare che mi avrebbe voluta diversa (non sono mai cambiata dall'inizio della storia).
I miei amici non andavano bene (chi perchè antipatico, chi perchè "sfigato", chi perchè avevo un modo di vivere che non si confaceva al suo) e per tanto sarebbe stato meglio evitarli. Questo per quanto riguarda le amicizie femminili, quelle maschili erano invece bandite del tutto, secondo lui non avrei potuto nemmeno andare al bar per un caffè o ricevere una telefonata da loro (perchè in caso contrario ero una prostituta e lo avrei fatto sfigurare davanti al mondo).
Ad ogni telefonata voleva sapere dov'ero, con chi e perchè.
I miei desideri venivano smepre dopo i suoi (sempre se erano considerati...).
Quando ho avuto il dubbio di esssere incinta e gliel'ho detto la sua risposta è stata "abortisci, è colpa tua (da notare che gliel'avevo detto che quel mese non usavo contraccettivi), non è il momento di fare figli, etc".
Mi attribuiva la totale responsabilità del cattivo rapporto con suo figlio, nonostante non facesse nulla per farlo migliorare.
Tutto questo era però mitigato dal fatto che economicamente provvedeva ai miei bisogni anche se non mancava di rinfacciarmelo puntualizzando che però "se non mi amasse non lo farebbe".
Aveva un atteggiamento ambivalente, dopo tutti quegli anni non voleva con me progetti che includessero figli o matrimonio (sempre perchè io "non ero pronta" secondo lui) ma diceva che comunque era innamorato di me perchè altrimenti "chi gliel'avrebbe fatto fare a stare con me?".
Io non so che pensare, mi sono ritenuta per tanto tempo inadeguata ma ho notato che lui non si metteva mai in discussione, lui non sbagliava mai.

Romina ha detto...

Dimenticavo: ultimamente oltre alle continue offese pesantissime e umiliazioni, era arrivato persino a sputarmi in faccia e a spintonarmi.
Non si preoccupava se piangevo o se non dormivo, tanto la colpa era sempre e solo mia. Per me questo non è amore!

Evaviolata ha detto...

Romina, quello che hai subito e' stato sicuramente doloroso e umiliante, mi complimento con te per esserne uscita da sola: molte donne non ce la fanno purtroppoe rimangono ingabbiate in queste relazioni per moltissimo tempo e subire stupri e botte e chiamare tutto questo "amore". Tu sei riuscita a chiudere questo rapporto malato... il tuo ex e' sicuramente una persona insicura e cheti ha fatto molto male... anche una critica puo' ferire e far diminuire l'autostima. Guarda, il consiglio che ti voglio dare (se posso) e' di interrogarti sul perche' hai scelto un uomo cosi' violento. Spesso si sceglie inconsciamente una persona che ci controlla o che ci umilia. Prova afare qualche ricerca sulla teoria degli attaccamenti di Bolwby... ti lascio questo link, a me e' servito molto x interrogarmi su me stessa e le relazioni sbagliate che ho vissuto.. http://www.psinfantile.com/genitori-e-figli/stili-di-attaccamento-nel-bambino-e-nella-bambina-e-relazioni-interpersonali-future/

Romina ha detto...

Evaviolata,
ti ringrazio davvero di avermi dato la tua opinione, avevo seriamente bisogno di sentire il parere di qualcuno, infatti non ho avuto il coraggio di raccontare la mia storia a nessuno perchè mi vergogno davvero di aver lasciato che questa persona mi trattasse così.
Anche il sito che mi hai consigliato è molto interessante e penso che approfondirò l'argomento.
Avrei solo un ultima domanda: secondo te si trattava di violenza psicologica?

Evaviolata ha detto...

Certo! Hai dei dubbi su questo? E' comprensibile che tu ora cerchi di capire cosa ti e' successo, informati piu' che puoi sulla violenza psicologica, anche io stessa approfondiro' l argomento su questo blog. Non devi vergognarti di quello che ti e' successo, e' lui che dovrebbe.secondo me dovresti parlarne con chi ti e' piu' vicino, vedrai che ti sentirai meglio...e se per ora non te la senti puoi tenere un diario, o scrivi qui se ti va.. insomma non tenerti tutto dentro!

Evaviolata ha detto...

http://www.maldamore.it/molestie_e_violenze_psicologiche.asp vai a vedere questo sito, puoi anche scrivere allo psicologo online se ti va... comunque qui ci sono tutte le informazioni sulla violenza psicologica, maltrattamenti e altro che ti puo' interessare.

Romina ha detto...

Cara Evaviolata,
penso di essere a un buon punto nel tentare di ricostruire la storia, voglio tentare anche di capire se ho lasciato io che accadesse, per questo ho appena comprato un libro sulla violenza psicologica e la manipolazione affettiva, vorrei però provare a consultare un opsicologo per evitare che una situzione del genere si ripresenti di nuovo.
Purtroppo però, specie dopo la rottura con lui, non ho le possibilità economiche per permettermene uno. Sapresti indicarmi se ci sono degli sportelli a cui mi posso rivolgere e che mi possono aiutare in tal senso?
Grazie di tutto, il tuo aiuto è davvero prezioso

Evaviolata ha detto...

Degli sportelli ci sono certamente, dovresti provare alle ASL oppure puoi chiamare il 1522: il numero è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno ed è accessibile dall'intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un'accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo, russo e arabo. Le operatrici telefoniche dedicate al servizio forniscono una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati attivi a livello locale. Sono contenta di averti aiutata, non sai quanto mi faccia piacere perchè lo scopo del mio blog è proprio questo... fammi sapere come si evolve la situazione, un abbraccio!

Romina ha detto...

Cara Evaviolata,
finalmente ho preso il coraggio a due mani e ho telefonato (non sai quanto è stato dura, purtroppo è proprio vero che chi si trova in queste situazioni prova vergogna anche se non dovrebbe), mi hanno indirizzata al centro anti-violenza della mia città dove ho trovato delle ragazze davvero comprensive e ho preso appuntamento per venerdì. Speriamo bene, non so come sarà raccontare tutta la mia storia a qualcuno a quattr'occhi anche se probabilmente ne ha già sentite di tutti i colori :)
Se ti fa piacere (e se non ti monopolizzo il blog...) ti faccio sapere com'è andata, magari può essere d'aiuto anche a qualche altra ragazza nella stessa situazione che, come me, è stata ferma per troppo tempo

Evaviolata ha detto...

Scrivimi quando ti va, mi fa solo piacere, e a qualcuna potresti servire come esempio... anzi se ti va posso trasformare la tua storia in un post così che altre ragazze possano leggere la tua storia e avere forza per andare avanti e uscire da una storia di violenza, ovviamente se ti va e se non ti sembra troppo impegnativo. In ogni caso mi fa piacere sapere come stai e come affronti tutto questo!

Evaviolata ha detto...

Le nostre testimonianze sono molto preziose perchè come hai detto tu servono da esempio alle altre e possono aiutare molte donne a dire BASTA!

Romina ha detto...

Certamente, penso sul serio sia una buona idea.
E chissa che da questa storia del cavolo non nasca davvero qualcosa di buono...

Evaviolata ha detto...

Va bene, basta che scrivi tutto quello che ti viene in mente sulle violenze che subivi... o come ti sentivi... non avere fretta, fai tutto con la massima calma e con i tuoi tempi, tanto io sono sempre qui :)

Anonimo ha detto...

Ciao Evaviolata,sto cercando di uscire fuori da una storia che mi sta distruggendo in cui ho la sensazione che il mio ragazzo attui violenza psicologica nei miei confronti.se non è così cmq c'è qualcosa di importante che non va.tra le prime avvisaglie c'era una gelosia opprimente,mi sentivo soffocare,mi ha sempre detto che gli manco di rispetto,che mi comporto come una prostituta e questo ad ogni minima avvisaglia di una qualche mia relazione sociale,anche semplicemente vedermi con amiche a me molto care.poi le cose sono peggiorate ed ha iniziato ad essere aggressivo,xchè se,all'inizio,alcune rinunce seppure soffrendo le ho fatte,pian piano mi dicevo che non poteva continuare così,non avrei potuto continuare a lungo a vivere cn quelle "catene".è diventato sempre più offensivo portandomi a mettere in dubbio ogni mio atteggiamento,ogni parola,ogni sguardo,ogni risata.impossibile persino passeggiare vicino a lui xchè se x sbaglio,ad es.voltandomi,un ragazzo entrava nel mio spazio visivo mi accusava di fissarlo e di essere una prostituta(x dirla con parole gentili che lui nn ha mai usato).sapendo qsto,pur ritenendolo totalmente ingiusto,ho iniziato a camminare cercando di guardare in terra più ma neanche così sn riuscita ad evitare di sentirmi accusata.poi c'è stata la gravidanza inattesa e l'interruzione "volontaria"(in realtà non ho avuto molta possibilità di scelta)e con tutta la sofferenza che ha comportato mi sn legata tantissimo a lui.ultimamente ho scoperto che tutto lo schifo di cui mi accusava in realtà era lui a farlo,è lui la persona inaffidabile,qlla che mente,e che tradisce.il dolore e la delusione sono stati atroci.stavo cercando cn tutte le mie forze di dargli sicurezza,di fargli capire che non sono una persona che doveva temere,non un nemico da combattere e il tutto snaturandomi pian piano(anche se pensavo fosse qlc di transitorio,pensavo che presto avrebbe capito che tipo di persona sono).e invece è stata tutta un'illusione,mi diceva di andare a vivere insieme,di sposarci nella prox primavera,di avere bambini..tutta un'illusione.sentivo come se in alcuni momenti mi tenesse sul palmo della sua mano come qualcosa di cui aver cura e proteggere e in altri momenti invece mi scaraventasse a terra furibondo e mi calpestasse.un oscillare continuo tra amore e distruzione della mia interiorità.quando gli ho detto che avevo scoperto qnt è stato scorretto la sua reazione è stata darmi uno schiaffo poi ha iniziato ad alternare attimi in cui sminuiva totalmente le sue azioni ad attimi in cui diceva che era colpa mia xchè non gli avevo dato sicurezze e che lui mi amava così tanto che x dimostrarmelo si sarebbe ucciso,creandomi stati di ansia,angoscia e paura fortissimi.qsto alternato al dire che è tutta copa mia e che me l'avrebbe fatta pagare.ci siamo lasciati da circa 15 gg ma abbiamo continuato a sentirci x tel e i giochi psicologici nn sono diminuiti.sentimentalmente sento come se avessi dentro una distesa di terra bruciata e non sapessi assolutamente da dove ricominciare a costruire.altre volte ho paura che possa far del male a me o a qualcuno a me caro,lo avverto come imprevedibile,non riesco a capire fino a che punto potrebbe arrivare.altre volte ancora mi sento cattivissima e non voglio più vederlo nè sentirlo x tutto il dolore che mi ha creato.altre volte ancora invece mi sento talmente innamorata da voler chiudere gli occhi x poi svegliarmi e dirmi "è stato un incubo", "nn era vero niente"e trovarmi cn lui a vivere le parti belle del rapporto.è così difficile fare il punto della situazione in maniera razionale.a volte sento di amare tutte le cose belle che ci abbiamo vissute e le vorrei indietro così fortemente da rischiare di ributtarmi a capofitto in qsta relazione.non so cosa fare,non so come uscirne.forse ho esposto le cose in maniera confusa ma ho scritto di getto,ho così bisogno di parlare con qualcuno senza che si preoccupi o che mi giudichi come ho paura possano fare familiari e amic@.
un'abbraccio,S.

Evaviolata ha detto...

Cara S.
E' ovvio che questa è violenza psicologica... i comportamenti che tendono a sminuire la personalità o che ti impediscono persino di camminare a testa alta per strada lo sono, inoltre lo hai detto tu stessa che è una persona violenta. Riprenditi la tua vita, il vero amore non è questo. Il vero amore ti fa crescere, ti rende migliore e si ha insieme la possibilità di crescere e migliorarsi. Dimentica questa persona, allontanala, smettila di chiamarlo. e se stai troppo male aggrappati alle tue amiche (quei rapporto veramente sinceri che lui cerca di eliminare, ricorda sempre che chi ti vuole isolare comincia sempre da chi ti vuole bene, così sarai sola nel momento del bisogno e hai solo lui), chiama loro, racconta loro quello che ti sta accadendo. Fidati, in questo modo avrai la possibilità di uscire da questo tunnel.
Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti. Leggo un sacco di articoli che parlano della violenza sulle donne: fisica, psicologica, stalking.
Io sono stata vittima di stalking.
Leggo queste belle parole: denuncia, non aver paura, esci dal silenzio.
Posso dore che denunciare non serve a niente. Lo stalker era ed è un mio collega. Ho denunciato, parlato ai responsabili..il risultato? mobbing. Ora trattano me come se avessi creato il problema.
Sono annientata psicologicamente. Combattere è inutile: ogni volta è come battere la testa contro un muro di gomma: la botta fa male e tutti ti rimbalzano.
Ho perso tutto: dignità, amici, tra poco anche il lavoro e lo stalker è intoccabile.
Delusa81

Anonimo ha detto...

Carissima Evaviolata, sono una ragazza di 24 anni con un bimbo di 2 e in attesa del secondo.Dal momento che piu' la mia vita va avanti piu' peggiora ieri ho deciso di cercare informazioni sulla violenza psicologica e ho trovato qst sito. Sto con il mio compagno da quasi sei anni, lui ha 31 anni e nelle tue spiegazioni ho ritrovato tantissimo la mia storia. non so da dove cominciare... i continui insulti (lo sperma della merda dello schifo e' stato uno dei tanti), sono stupida, schifosa, non mi lavo mai abbastanza e la casa non e' mai pulita, mangio fuori tutti i suoi soldi ( purtroppo non ho lavoro) mi fa sentire una mamma inadeguata mai brava abbastanza (mai come la sua!) forse qst gravidanza mi sta rendendo debole, perche' l'unica cosa che mi da la forza di continuare a vivere e' pensare che non posso lasciare mio figlio a lui perche' l'ultima cosa che vorrei e che come lui diventasse!! ma non so come proteggerlo perche' lui anche se piccolo adora suo padre, sente gia gli insulti, le urla, i miei pianti sempre piu frequenti, si avvicina mi abbraccia e mi asciuga le lacrime con le manine e queste cose mi straziano il cuore. ha fatto di tutto e alla fine ci sta riuscendo a far uscire dalla mia vita la mia famiglia, ringrazio Dio perche' loro non mollano, so che hanno capito qualcosa ma io non ho il coraggio di dire la veritä su tutto quello che mi succede, la sua famiglia va lodata, servita e riverita perche stanno economicamente bene e ci hanno costruito casa, io per questo ringrazio ma non trovo giusto che i miei (che hanno ancora due figli in casa di 13 e 15 anni da crescere e da far studiare) non devono essere considerati perche non hanno le stesse possibilita. se li vado a trovare, abitano a 8 km di distanza, piu o meno 15 volte l'anno mi rinfaccia la benzina. E capitato che cercassi di rispondere agli insulti ma poi la cosa degenera e se oso dire qualcosa su sua madre che e una brava persona ma molto invadente usa anche le mani. non so piu cosa fare perche ho paura che se me ne vado mi porti via il mio bambino,non ho soldi, non ho lavoro, non ho niente, l'unica cosa che avevo era la macchina, che ho pagato negli unici tre anni che ho lavorato perche poi sono rimasta incinta, mi ha fatto vendere anche quella per comprarne una insieme (A lui intestata), ma anche la macchina non va mai bene come la uso, come la guido, non e mai pulita abbastanza neanche quella... io mi ritengo una brava persona e sopratutto una brava mamma e in tanti me lo dicono, e mi chiedono dove trovo la forza per andare avanti (mi e capitato di riuscire a parlare con qualcuno), so che se ne parlo con i miei mi aiutano ma ho paura... non so bene alla fine cosa cerco da voi ma vi ringrazio tantissimo per avermi dato la possibilita di potermi sfogare e se avete qualcosa da dirmi per darmi anche solo un po di forza vi ringrazio ancora di piu'...

Evaviolata ha detto...
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Evaviolata ha detto...

Carissima Anonima,
Sono certa che tu sei una adorabile mamma e portare il tuo bimbo fuori da questo clima di violenza è una tua responsabilità... I bambini sono molto sensibili e soffrono molto per queste situazioni... se non riesci a chiedere aiuto per te stessa pensa a lui!
Ti abbraccio e spero che tu e il tuo bimbo possiate trovare la tranquillità e la serenità che meritate..

Anonimo ha detto...

Ciao.
Sono stata anch'io per sei mesi vittima di violenza psicologica...ne sto uscendo fuori da circa un mese! All'inizio sembrava il "principe azzurro", un ragazzo carino, sensibile, interessato alle tue passioni. Mi ha corteggiato tanto...poi le prime avvisaglie: gelosia eccessiva, sfuriate per ogni piccola cosa. Sensi di colpa a catena su di me! Dice di amarmi e di fare tanti sacrifici per me, mentre io non faccio crescere il rapporto...presa dai sensi di colpa pian piano taglio i ponti con le amicizie e mi allontano quasi del tutto dalla famiglia. Ci sono stati anche bei momenti, risate, passione...ma erano attimi in una quasi totalità di rinfacciamenti, gelosia ossessiva e possessività...ogni volta che avrei dovuto vedere un'amica c'era sempre qualche problema e trovava un pretesto per litigare, per dire che non l'amavo, ecc...finchè non ho aperto gli occhi: mi sono resa conto che avevo rinunciato a tutto, alle mie abitudini, alle mie passioni, i miei amici, mentivo alla mia famiglia dicendo che andava tutto bene, mi stavo trascurando...io che amo truccarmi, spesso evitavo perchè se uscivo senza di lui insinuava che dovevo andare in giro a fare conquiste. E tralascio i momenti in cui per ogni piccola cosa che non andava aveva veri e propri raptus di rabbia sugli oggetti...per fortuna mai su di me. Fortuna ho aperto gli occhi, ho capito che quello non era amore e sono fuggita a gambe levate. Rinasco oggi giorno che passa da quando ho avuto la forza di lasciarlo

Evaviolata ha detto...

Bravissima! Sono certa che la tua testimonianza darà forza anche alle altre ragazze!

Anonimo ha detto...

Grazie :)...se ce l'ho fatta io possono farcela tutte. Non pensiate di essere sole anche se lui vi farà credere così...ma perchè la persona sola è lui, non voi!

Anonimo ha detto...

Care amiche,
dopo aver letto cose così orribili, quasi mi viene il dubbio che catalogare come 'violenza psicologica' quello che vivo ogni giorno da quasi quattro anni sia una mia esagerazione, una proiezione dei fantasmi della mia mente... La storia con il mio attuale compagno è iniziata quasi quattro anni fa. Dopo un periodo iniziale sconcertante dovuto ai suoi alti e bassi, momenti di passione alternati ad atteggiamenti inspiegabili di disprezzo e rifiuto nei miei confronti (e nostalgie nei confronti della sua ex) e un episodio, fortunatamente rimasto isolato, di violenza fisica nel corso di una scenata di gelosia, con il tempo lui sembra essersi calmato. Ma è subentrata una distanza siderale. Ribadisce che i suoi sentimenti non sono cambiati (non dice mai di amarmi, sia ben chiaro), ma è come se io fossi una presenza invisibile. Non stiamo mai da soli, non usciamo mai insieme, neanche per prendere un caffè. La nostra relazione si consuma esclusivamente tra le mura di casa sua, la casa dove vive con i suoi genitori; e sono sempre e solo io a raggiungerlo (viviamo in due città vicine), sostenendo sulle mie spalle la fatica ed il peso economico di questo rapporto. Il risultato è che io mi sento rinchiusa in una gabbia... Un uccellino chiuso nella gabbia di un bambino capriccioso che dopo un’ infatuazione iniziale se ne è dimenticato. Il nostro rapporto consiste nel fatto di essere diventata la sua ‘dama di compagnia’. Lui naviga su internet, e io devo stare seduta a guardarlo; guardiamo insieme la tv, ma io devo stare in silenzio. Sono l’ultimo dei suoi pensieri, non so mai nulla delle cose importanti o interessanti che gli succedono. Non mi fa mai un complimento, non mi dice mai una cosa carina, gratificante. Piuttosto mi prende sempre in giro, ha un atteggiamento di sfottò continuo, specialmente davanti alla sua famiglia. Così io ho cominciato a sentirmi una specie di scema del villaggio... Una volta, dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, si è permesso di zittirmi in malo modo davanti ad un suo amico... Sono rimasta allibita, ed anche il suo amico si è trovato in un grande imbarazzo. Mi critica perchè sostiene che parlo sempre a voce alta. Attribuisce il fatto di non avere più voglia di fare l’amore con me al modo in cui mi vesto, e dice anche che non si sente desiderato... In realtà in passato ho tentato qualche approccio, sentendomi dire che penso solo a ‘quello’, e a me è passata ogni velleità di seduzione. Non si dimostra minimamente geloso, non si preoccupa di dove sia io o di cosa stia facendo. Tutte le volte in cui avuto un problema, si è eclissato; con le sue amiche e con le sue allieve invece, è sempre carino e premuroso! La cosa più grave è che il suo atteggiamento ormai provoca in me reazioni incontrollate, che mi spaventano: sono arrivato a chiamarlo 20 volte dopo avere scoperto che era uscito con un amico senza dirmi niente... Ma il fatto che lui non dimostri un’attrazione di qualunque tipo nei miei confronti, mi rende terribilmente insicura... Ormai vedo ogni donna come una potenziale rivale! Sono molto confusa... Ma soprattutto non c’è un giorno della mia vita in cui io non pianga per lui. Mi sento l’ultimo tra gli esseri umani.

Anonimo ha detto...

Per 2volte ho subito violenza sicologica .e questa volta sono arrivata vicino vicino a frame male. La umiliazione .rabbia,ero destrutta,fini che ho ho trovato la forza e sono andata via,no e bastato 4giorni dopo averne un altra vittima mezza in casa.ancora il dolore di vedermi rimpiazzare così in casa mia dove ho mezzo il anima ,e crudele senza pietà ,solo dio lo sa il dolore che mi portò dentro mahhh sono fiera di me sono uscita,ho soltanto bisognio di tempo per far passare tutto questo

Natascia Sara Carlucci ha detto...

Spero tu lo abbia lasciato,lo spero davvero. Lascialo. Lascialo. Ti ha annientata. Torna alla vita. All'inizio starai male senza di lui,poi ti sentirai rinascere,di nuovo viva e libera,senza più catene. E nessuno puo' annullaryi e spegnerti,tu sei viva,VIVA!!!! Tu non vuoi fargli del male,scrivi,ma lui non si preoccupa di farne,e tanto,a te. Ama te stessa. Lascialo. Lui non ti ama. E tu stai male. Meriti di essere serena e felice,di stare bene. E rispetta l tua famigia di origine e non permettere a nessuno di parlar male di essa e di allontanarti dai tuoi familiari e dai tuoi amici e di isolarti dal mondo. Una persona cosi non ti vuole bene,ma vuole spegnerti,toglierti la gioia di vivere: e' questa la persona con cui vuoi passate la vita???

Anonimo ha detto...

Buonasera a tutte, scrivo dopo aver letto tutti i vostri commenti, anche io sono stata vittima di violenza psicologica per 7 lunghissimi anni, ero soltanto una ragazzina di 15 anni e lui di 18, si sà che essendo cosi piccole si vede tutto rose e fiori il primo amore...ma non è stato cosi nel corso degli anni, ormai me ne ero accorta troppo tardi, ero praticamente annullata, io non esistevo più.
La ragazza spensierata e felice che ero non esisteva più, sono stata privata di tutto, amicizie, passioni, hobby, tutto... ogni cosa che facevo era sbagliata, ho perso tutte le amiche che avevo, dovevo fare tutto quello che lui comandava, cambiare colore di capelli prima cosa, poi ovviamente anche l'abbigliamento..da ragazzina che ero sono diventata il clone di sua madre...insulti a tutto spiano quando andavo a scuola e parlavo con gli amici,controllo giornaliero del cellulare, rapporti sessuali forzati,insulti gratuiti alla mia famiglia...che se non fosse per i miei genitori a quest'ora non so neanche la fine che avrei fatto...ho avuto la forza di lasciarlo dopo 7 anni!! ci ho messo una vita a capire che i miei continui attacchi di panico, paure, insicurezze che molto amaramente mi porto dentro ancora, sono state causate solo per colpa sua! vi dico solo una cosa, parlate con i vostri famigliari, fatevi aiutare! io devo tutto ai miei genitori, sono stati la mia ancora di salvezza...ora dopo tanto tempo sto con un compagno che mi ama che mi rispetta per quella che sono! è stata un esperienza di vita molto dura...e sopratutto ne sono uscita anche all'aiuto di uno psicologo! grazie per aver letto la mia testimonianza

Evaviolata ha detto...

Cara Anonima ti ringrazio molto per la tua testimonianza! E' importante parlarne per aiutare le altre a uscirne!!

Anonimo ha detto...

Ciao ... Sono bastati 8 mesi per logorare la mia persona, per smontare la mia autostima, la mia sicurezza e la mia serenità. Appena conosciuto lui si è dimostrato una persona sensibilissima, premurosa, attenta e 'per bene' ... Tutta apparenza ... Lui in realtà era una persona doppia, attento si ma solo al suo bene. Con lui sono arrivata a sentirmi una persona sbagliata, ogni mio comportamento era sbagliato, quello che dicevo era sbagliato. Quando uscivamo preferivo abbassare lo sguardo per evitare che mi dicesse che guardavo gli altri, non dovevo più schiarire i capelli perché ero troppo appariscente, e trovare un nuovo lavoro era un'impresa trovava sempre un modo per demotivarmi a fare i colloqui. Mi faceva persino sentire in colpa di essere due centimetri più alta di lui ...mi ha lasciata in tronco inventandosi una mia infedeltà e mi sono sentita morire, devastata e credevo che la mia vita fosse finita. Avevo una lama che dallo stomaco finiva al cuore continuando a sentirmi in colpa x cose che non ho fatto... Ragazze piano piano ne sto uscendo e dico grazie alla vita per aver allontanato questa persona da me ... Inizio a sentirmi libera, il senso di colpa o il sentirsi sbagliata non c'è più. La strada è ancora lunga ma sento la positività di questa nuova vita. Noi sole possiamo farcela ... Coraggio