martedì 23 dicembre 2008

Breathe No More

Dedico questo post a tutte le ragazze che hanno sofferto di autolesionismo. A tutte noi, che abbiamo sentito la nostra anima sanguinare.
"Breathe No More"
I've been looking in the mirror for so long.
That I've come to believe my souls on the other side.
Oh the little pieces falling, shatter.
Shards of me,
Too sharp to put back together.
Too small to matter,
But big enough to cut me into so many little pieces.
If I try to touch her,
And I bleed, I bleed,
And I breathe,
I breathe no more.
Take a breath and I try to draw from my spirits well.
Yet again you refuse to drink like a stubborn child.
Lie to me,
Convince me that I've been sick forever.
And all of this,
Will make sense when I get better.
I know the difference,
Between myself and my reflection.
I just can't help but to wonder,
Which of us do you love.
So I bleed, I bleed,
And I breathe,
I breathe now...
Bleed, I bleed,
And I breathe,
I breathe, I breathe
I breathe no more
"Breathe No More" (Evanescence)
Ho guardato nello specchio così a lungo che ho finito col credere all’esistenza della mia anima dall’altra parte. Oh, i piccoli pezzi cadendo si distruggono. Frammenti di me, troppo taglienti per rimetterli a posto troppo piccoli per contare qualcosa ma abbastanza grandi da tagliarmi in tanti pezzettini. Se cerco di toccarla sanguino e sanguino, e non respiro non respiro più. Prendo fiato e cerco di trarre un significato dalla fonte dei miei spiriti eppure come un bambino testardo rifiuti ancora di bere. Dimmi una bugia, convincimi che sono sempre stata male e tutto ciò avrà un senso quando starò meglio. Conosco la differenza tra me e il mio riflesso. Non posso fare a meno di domandarmi quali dei due tu ami. Così sanguino e sanguino e respiro adesso respiro… Sanguino sanguino, e non respiro non respiro non respiro più.

sabato 20 dicembre 2008

le parole di Tina Lagostena Bassi

Queste parole, sono state pronunciate in tribunale da Tina Lagostena Bassi durante il processo per lo stupro di una ragazza, Fiorella, 18 anni,che dichiarò di essere stata violentata da quattro uomini. Durante il processo la difesa cercò di screditare la ragazza facendola apparire consenziente, anche perchè non poteva "provare la violenza perchè non ce n'erano i segni". Il processo si è concluso con la condanna degli imputati. Queste, sono le parole che ci hanno rese libere, le parole grazie alle quali viene finalmente riconosciuto come violenza qualunque atto sessuale non consenziente anche se non opponiamo resistenza. Grazie Tina.

« Quello che è successo qua dentro si commenta da solo, ed è il motivo per cui migliaia di donne non fanno le denunce, non si rivolgono alla giustizia. [...] Ho letto sul giornale di un'ulteriore violenza fatta ad una ragazza di 17 anni, che non dirà bugie perché è sordomuta, e che è stata molto, molto malmenata perché forse ha fatto quella resistenza che qui si nega. Io mi chiedo, quale sarebbe stata la reazione? Sono quattro uomini. Certo, uno può dare un morsico, può rischiare la vita, e l'avrebbe rischiata. Ognuna delle donne ricorda quello cosa è successo a chi ha cercato di ribellarsi, a chi cerca di ribellarsi alla violenza. Ed ecco che violenza vi è anche senza una reazione di questo tipo, perché non ci si puo' aspettare che tutte siano delle Sante Goretti .»



mercoledì 10 dicembre 2008

che questo Natale porti a tutti più coscienza

Care Amiche, questo periodo dell'anno è quasi del tutto dedicato alla 'famiglia'. Ci si vede con i parenti, ci si scambia regali di Natale per dimostrare affetto. Io ho una cosa da dire. Per me questo, come lo scorso anno non sarà un bel Natale, e non lo sarà neanche per tutte le donne che vengono picchiate dai mariti e non lo sarà per tutte le ragazzine molestate dai propri parenti così come per tutti i bambini vittime della pedofilia. Si sa, in Italia la maggior parte delle violenze sessuali avviene in famiglia, e a me fa rabbia pensare che, proprio in nome di questa 'famiglia' non sarà un bel Natale per tutti gli omosessuali, che magari si amano e vorrebbero tanto costituire un nucleo familiare, ma non possono perchè in Italia la famiglia è sacra, e in nome di questa dannata famiglia, le donne sopportano e i loro figli ne subiscono le conseguenze. Questo mio sfogo non è un attacco ad un'istituzione, ma quello cui vado contro è l'ostinazione con cui la si difende anche nel momento in cui al suo interno c'è qualcosa di malato e spesso nel nostro paese è così. E chi paga le conseguenze di queste violenze? Le donne, i bambini, messi sotto una teca di cristallo che nessuno oserebbe scalfire. Vi faccio l'esempio del mio caso, sono ogni anno, sotto le feste, costretta a vivere in un ambiente sottilmente ostile nei miei confronti, in cui un semplice invito, una semplice telefonata di auguri diventa motivo di ansia, perchè tutti mostrano una bella facciata che nasconde però tanta omertà, omertà che si traduce in un senso di interdizione, come volessero dirmi: "Buon Natale, anche se ieri siamo stati a pranzo dal tuo molestatore".

giovedì 4 dicembre 2008

courage

Penso che questa canzone, esprima molto bene il senso di solitudine e angoscia profonda che provano le ragazze vittime dell'anoressia.

"Courage"
I told another lie today
And i got through this day
No one saw through my games
I know the write words to say
Like "i don't feel well," "i ate before i came"
Then someone tells me how good i look
And for a moment, for a moment i am happy
But when i'm alone, no one hears me cry
I need you to know
I'm not through the night
Somedays i'm still fighting to walk towards the light
I need you to know
That we'll be ok
Together we can make it through another day
I don't know the first time i felt unbeautiful
The day i chose not to eat
What i do know is how i've changed my life forever
I know i should know better
There are days when i'm ok
And for a moment, for a moment i find hope
But there are days when i'm not ok
And i need your help
So i'm letting go
I need you to know
I'm not through the night
Somedays i'm still fighting to walk towards the light
I need you to know
That we'll be ok
Together we can make it through another day
You should know you're not on your own
These secrets are walls that keep us alone
I don't know when but i know now
Together we'll make it through somehow(together we'll make it through somehow)
I need you to know
I'm not through the night
Somedays i'm still fighting to walk towards the light
I need you to know
That we'll be ok
Together we can make it through another day

"courage" Superchick
Oggi ho detto un'altra bugia/questo giorno è passato/e nessuno ha visto il mio gioco/io so le parole giuste da dire/come oggi non mi sento bene/ho mangiato prima di arrivare/poi qualcuno mi dice che sono carina/e per un momento, per un momento sono felice/ma quando sono sola/nessuno mi sente piangere./Ho bisogno che tu sappia/che la notte non è passata/prima o poi combatterò/ancora per camminare verso la luce/Ho bisogno che tu sappia/che non staremo bene/insieme possiamo farcela un altro giorno/Non ricordo la prima/volta che mi sentii brutta/il giorno in cui scelsi di non mangiare/quello che so è che ho/cambiato per sempre la mia vita/so che dovrei sapere/che ci sono giorni in cui sto bene/e per un momento, per un momento/trovo la speranza/ma ci sono giorni in cui non sto bene/e ho bisogno del tuo aiuto/così mi lascio andare/Ho bisogno che tu sappia/che la notte non è passata/prima o poi combatterò/ancora per camminare verso la luce/Ho bisogno che tu sappia/che non staremo bene/insieme possiamo farcela un altro giorno/tu dovresti sapere che non sei solo/questi segreti sono muri che ci tengono soli/non so quando/ma so ora/che insieme ce la faremo comunque/Ho bisogno che tu sappia/che la notte non è passata/prima o poi combatterò/ancora per camminare verso la luce/Ho bisogno che tu sappia che non staremo bene/insieme possiamo farcela un altro giorno

mercoledì 3 dicembre 2008

Donne che si fanno male di Dusty Miller



Carissime, vi presento questo interessante libro, che tratta l'argomento dell'autolesionismo presente in molte donne abusate. Dusty Miller (psicologa) ci accompagna in un viaggio terapeutico attraverso i racconti delle sue pazienti: autolesioniste, bulimiche, anoressiche, alcolizzate, donne che si fanno male come conseguenza (e rimessa in atto) di traumi vissuti nell'infanzia.
Dedico questo post a tutte coloro che hanno subìto abusi e che per questo si sono fatte del male.

"Immaginate un lungo muro di marmo nero coperto di iscrizioni, a perdita d'occhio. Immaginate una trapunta ricamata con nomi e ritratti di morti, che copra molti ettari di terreno. Non sono caduti di guerra e nemmeno vittime dell'Aids: i nomi che leggiamo su quel muro, su questa trapunta, sono quelli di donne morte per mano propria, uccise da alcol, droga, anoressia, bulimia, diete eccessive, dalle conseguenze di bruciature o tagli autoinflitti e da altri cento modi di farsi male.
Alcune si sono suicidate, ma forse sarebbe più corretto considerarle assassinate, perchè nell'infanzia hanno subìto abusi sessuali, violenze fisiche, terrorismo psicologico, oppure sono state abbandonate. Sono centinaia di migliaia di donne che dovrebbero essere ricordate come coraggiose vittime di una guerra o di un'epidemia e che invece sono biasimate per essersi tolte la vita, in quanto le lesioni fatali sono state inferte dalle loro stesse mani. Ma tali lesioni erano conseguenza diretta di ferite che genitori, nonni e altri membri della famiglia avevano causato loro durante l'infanzia. Ferite che non sono mai guarite. Anzi, che col tempo si sono rivelate mortali."