venerdì 23 gennaio 2009

l'ossessione di un pensiero

Ho deciso di riportare alcuni passi dei miei vecchi e monotematici diari, dove scrivevo solo ed unicamente quello che mi era accaduto, descrivendo le ambigue situazioni e i miei conseguenti stati d'animo. Descrivevo stati d'animo in cui mi trovavo ormai da molto tempo, ed erano sempre gli stessi: tristezza, solitudine e paura, erano diventate le mie compagne, mi erano vicine tutti i giorni. Con questo post, voglio dare una speranza a tutte quelle che si trovano oggi nella situazione in cui ero io qualche anno fa, so bene che l'ossessione e il rivivere la scena continuamente, sono devastanti e fanno sembrare la vita triste e piena di vuoti e paure.

"Mi sento terribilmente sola, mi sento terribilmente vuota dentro, mi sento abbandonata, non sto bene, sento che questa cosa pian piano mi sta uccidendo"

"Ma perchè lo ha fatto? io non meritavo di soffrire così tanto, non meritavo di essere trattata in quel modo! non riesco a capire..."

"Vorrei solo piangere e smetterla di mangiare, non ce la faccio più a sopportarlo, ho tanta paura e non so a chi dirlo.."

"mi sento così nervosa tutto il tempo, non voglio continuare a vivere così, non mi sopporto più!"

"Di notte ho gli incubi, non riesco a dormire perchè me lo vedo sempre davanti agli occhi, vorrei scordarlo, ma quel bastardo fa parte della mia famiglia, e non riesco a dimenticare..."

"Vorrei smetterla di darmi il tormento e sentirmi in colpa per questa storia, ma non posso fare a meno di sentirmi sua complice, se lui mi ha toccata vuol dire che sono stata io a provocarlo, non voglio che gli altri pensino questo di me..."

Care Amiche, voglio dirvi solo che dovete tenere duro e confidarvi con qualsiasi persona vi sia vicina se state soffrendo e vi sentite in trappola come mi sentivo io tempo fa, vi prego, ascoltate questo consiglio perchè forse è uno dei più preziosi che potrei darvi, parlatene, altrimenti il vostro pensiero diventerà ossessivo e ripetitivo tanto da occupare ogni cellula del vostro corpo, in ogni momento del giorno e della notte.

sabato 17 gennaio 2009

io, non più padrona del mio corpo


Quando si ha avuto nel cuore un problema come l'autolesionismo, non credo (almeno per quello che ho vissuto io) che si possa tornare a vivere, come una volta, il contatto con il proprio corpo e la propria mente. Penso che quando ci accade una cosa del genere, la ferita che si ha nel cuore è profonda, e tarda a rimarginarsi. L'autolesionismo, mi ha fatta sentire senza speranza. Lontana da tutti e da tutto ciò che c'è di bello nella vita, è come un muro di solitudine e tristezza. Vivere l'autolesionismo è come morire.

giovedì 15 gennaio 2009

vaginismo

Care Amiche, oggi voglio parlarvi del vaginismo, un problema che, benchè accomuni molte donne è spesso causa di una sensazione di solitudine che deriva dalla non conoscenza di questo disturbo, ecco allora qualche informazione:
"Il vaginismo è una reazione condizionata che probabilmente risulta dall’associazione di dolore e paura ai tentativi di penetrazione vaginale o anche alla sola fantasia di penetrazione. Lo stimolo negativo originario può essere stato dolore fisico o angoscia psicologica. La condizione dolorosa può in certi casi essere ancora attuale, ma in altri casi essa non è riscontrabile. Anatomicamente i genitali della donna vaginismica sono normali. Tuttavia, quando si tenta la penetrazione, l’accesso vaginale si serra talmente che l’atto sessuale è impossibile e persino gli esami vaginali devono essere spesso effettuati sotto anestesia.Questa condizione è dovuta ad uno spasmo involontario dei muscoli che circondano l’accesso vaginale, che si verifica ogni volta che si cerca di introdurre un oggetto nella vagina. In alcune donne, perfino l’idea di introdurre qualcosa in vagina può causare spasmo muscolare. La contrazione può variare da una forma lieve, che induce una certa tensione e disagio, fino a forme gravi, che impediscono la penetrazione.Oltre allo spasmo primario dell’accesso vaginale, le pazienti affette da vaginismo manifestano solitamente anche fobia del coito e della penetrazione vaginale. Questa riluttanza fobica rende i tentativi di coito frustranti e dolorosi. Spesso la fobia della penetrazione è una reazione secondaria al vaginismo primario, ma talvolta può precederlo ed essere una reazione primaria. Una donna può soffrire di vaginismo permanente se tale disfunzione è presente fin dall’inizio dell’attività sessuale; se viceversa il disturbo si è sviluppato dopo un periodo di funzionamento normale, il vaginismo è acquisito. Inoltre, tale disfunzione può essere situazionale (se si verifica solo con un certo tipo di stimolazione, in certe situazioni e con certi partner) o generalizzata (se si verifica sempre indipendentemente dalla situazione, dal tipo di stimolazione e dal partner).Molte donne che soffrono di vaginismo sono sessualmente reattive e possono raggiungere l’orgasmo con la stimolazione del clitoride, possono ricavare piacere dai giochi erotici e cercare il contatto sessuale finché tutto ciò non porti al coito. Tale condizione può avere un effetto psicologico disastroso non solo sulla donna ma anche sul partner. Gli sforzi di penetrazione del partner, oltre a creare alla donna un forte dolore fisico, la possono far sentire spaventata, umiliata e frustrata da questi tentativi. Inoltre, i ricorrenti insuccessi danno origine a un senso di inadeguatezza. Per evitare il confronto con queste esperienze dolorose, la coppia finisce spesso evitando qualunque incontro sessuale."
Vi sono svariati fattori che possono causare il vaginismo, sia di tipo psicologico che fisiologico; un esempio è quello di un abuso sessuale passato, che farà credere alla donna che il sesso è immorale o volgare, specialmente quello che le farà perdere la "verginità".

domenica 11 gennaio 2009

Teach Me Again




"cosa vuol dire essere senza paure?"


Teach Me Again

What's it to walk on a silent road,
to be thirsty and wait for - wait for the rain?
What is it like?
You wake me up with a ray of light,
tell me a joke and if you don't know one, never mind!
Can't we just look at the
Sun and live a lifetime in a day like some butterflies?
Not quite the same!
A lifetime in a day in which we learn to fly out of our cage!
So what is the smell of summer like? And
what is the sound of your heart when you're running?And
what is to be fearless like?And
what is to have nothing in mind but plenty of space?
In this place there's the law of the strongest
but we confuse the weak with the one that
makes big mistakes
and the strong with the perfect
And live a lifetime in a day, like some butterflies?
Not quite the same! A lifetime in a day,
in which we learn to fly out of this cage!
So what is the smell of summer like? And
what is the sound of your heart when you're running? And
what is to be fearless like? And
what is to have nothing in mind but plenty of space?
Teach me again! Teach me again!
Teach me again! Teach me again!
Please..

Teach Me Again (Elisa)Cosa vuol dire camminare lungo una strada silenziosa? aver sete ed aspettare la pioggia? cosa vuol dire? Mi svegli con un raggio di luce, raccontami una barzelletta e se non ne conosci nessuna, non importa! non possiamo guardare semplicemente il sole? E vivere l'intera vita in un giorno come alcune farfalle? Non è proprio la stessa cosa! l'intera vita in un giorno in cui impariamo a volar via dalla nostra gabbia! Quindi qual è il profumo dell’estate? E qual è il suono del tuo cuore mentre corri? E cosa vuol dire essere senza paure? E cosa vuol dire non avere niente nella mente a parte moltissimo spazio? In questo posto vince la legge del più forte ma noi confondiamo il debole con quello che fa errori grandi, e il forte con il perfetto. E vivere l'intera vita in un giorno come alcune farfalle? Non è proprio la stessa cosa! l'intera vita in un giorno in cui impariamo a volar via dalla nostra gabbia! Quindi qual è il profumo dell’estate? E qual è il suono del tuo cuore mentre corri? E cosa vuol dire essere senza paure? E cosa vuol dire non avere niente nella mente a parte moltissimo spazio? Insegnami ancora! Insegnami ancora! Insegnami ancora! Insegnami ancora!



mercoledì 7 gennaio 2009

la sessualità negata


La sessualità femminile dopo un abuso sessuale è compromessa. Voglio citare Maria Venturi che nel suo libro "La bambina perduta" scrive queste parole:

"Lo stupro è il solo crimine che si consuma con gli identici gesti e gli identici rituali di un accoppiamento d'amore: la smania del possesso, la penetrazione, l'ansimare affannoso, gli spasmi dell'orgasmo esprimono sia l'esplodere della passione sia quello della violenza bestiale."

"Il bambino percosso, sfruttato, abbandonato può essere salvato dall'amore. Un pasto caldo, una carezza confortevole, un luogo sicuro dove dormire già bastano a lenire la sua sofferenza. La violenza sessuale no. E' la sola che non si cancella perchè ti scaraventa in un buco nero [...]"

"Sei solo e irraggiungibile, in balia di incubi spaventosi."

venerdì 2 gennaio 2009

NO pro-ana

Care Amiche,
volevo parlarvi di un argomento molto serio, che travolge letteralmente, le adolescenti e le ragazze di oggi. Non so se avete mai sentito parlare dei blog pro-ana. Sono siti dove viene esaltata la magrezza, dove vengono venerate le modelle scheletriche, dove ci si può scambiare consigli su come digiunare per giorni o vomitare senza che nessuno se ne accorga. E poi c'è lei, Ana, la divinità che impone leggi, che ha un credo e dei comandamenti da seguire. Ana vuole la magrezza assoluta, punisce le sue adepte con i tagli autoinflitti o con il vomito autoindotto. Ana non è una malattia, Ana è una divinità che accompagna nel percorso della perfezione, la perfezione è magrezza. Ana è perfezione.
Ana da un primo saluto a tutte, con una lettera (che ho pubblicato sotto) e i suoi dieci comandamenti e un motto che le contraddistingue "Quod me nutrit me destruit".
Entrare in uno di questi blog e lasciarsene sedurre è estremamente facile. Una qualunque adolescente potrebbe lasciarsi affascinare da questi siti esclusivi dove Ana promette sicurezza, forza di volontà e soprattutto perfezione. Non voglio lanciare una critica contro le adolescenti che aprono blog Pro-Ana, io ci sono stata e ho visto, tra le foto delle modelle, la loro sofferenza e solitudine, che trova forse speranza nel porsi tali obbiettivi, in una vita che appare loro altrimenti monotona, scontata, grigia e ordinaria, sentendosi tutt'altro che speciali. Capite ora cosa spinge a cominciare, da cosa nasce tutto questo? La dobbiamo smettere di puntare il dito, di escludere a priori queste ragazze sollevando un muro tra quello che giudichiamo malato e sano, poichè per finire al di là del muro non ci vuole più di quanto pensiamo.
E qui, con la pubblicazione di questa lettera shock, voglio lanciare al di là di quel muro, invece che sassate e insulti, una corda di sostegno, affinchè chiunque possa caderci, cominci a vedere quanto subdole siano queste affermazioni, e che la superiorità, l'esclusività, l'essere speciali di noi donne stia nel destreggiarci tra queste trappole mentali dinanzi alle quali dovremmo mantenere alta la bandiera della nostra identità, della nostra unicità.

''Permettimi di presentarmi. Il mio nome, o quello datomi dai cosiddetti "medici", è Anoressia."Anoressia Nervosa" è il mio nome per esteso, ma tu puoi chiamarmi Ana. Possiamo diventare auspicabilmente grandi socie. Nei prossimi tempi, investirò molto tempo con te, e mi aspetto lo stesso da parte tua. Mi occuperò di far diminuire il tuo apporto calorico e farti aumentare l'esercizio fisico. Ti spronerò al limite. Dovrai accettarlo, perchè non puoi sfidarmi! Sto iniziando a introdurmi dentro di te. Ben presto sarò sempre con te. Sono con te quando ti svegli al mattino e quando corri su per le scale. Sono con te quando formuli il tuo plan quotidiano: 400 calorie, 2 ore di esercizio fisico. Sono io che faccio questo, perché da ora i miei pensieri e i tuoi sono fusi insieme come fossero uno. Ti seguo durante il giorno. A scuola, quando la tua mente vaga, ti dò qualcosa a cui pensare. Riconta le calorie della giornata. Sono troppe. Riempio la tua mente con pensieri sul cibo, sul peso, sulle calorie e cose che a pensarle danno sicurezza. Perché ora, sono già dentro di te. Sono nella tua testa, nel tuo cuore e nella tua anima. La fame dà dolore, e tu fingi di ritenere che io non sia dentro di te. Ben presto ti dirò che cosa fare non solo col cibo, ma che cosa fare TUTTO il tempo. Sorridi e annuisci. Presentati in buono stato. Risucchia quel grasso che hai nello stomaco, maledizione! Ti dico cosa fare quando arrivano le ore dei pasti. Faccio un sembrare un piatto di lattuga come una festa andata bene ad un un re. Rifiuta il cibo. Fai credere di aver mangiato qualcosa. Nessun pezzo di qualsiasi cosa ...se mangi, tutto il controllo verrà spezzato...E' questo che DESIDERI?? Io ti costringo a venerare le modelle delle riviste. Quella magrezza perfetta, i denti bianchissimi, quell'oggetto di perfezione che ti fissa da quelle pagine lucide. Ti faccio rendere conto che non potresti mai essere una di loro. Sarai sempre grassa e non sarai mai bella come loro. Quando guarderai nello specchio, distorcerò l'immagine del tuo riflesso. Ti mostrerò obesa e ripugnante. Talvolta ti ribellerai. Si spera comunque non spesso. Riconoscerai la piccola fibra ribelle lasciata nel tuo corpo e ti avventurerai fino alla cucina oscura. La porta di credenza si aprirà lentamente, cigolando dolcemente. I tuoi occhi si sposteranno sopra il cibo che ho tenuto a una distanza sicura da te Ritroverai le tue mani ad allungarsi, letargicamente, come un incubo, attraverso l'oscurità verso il pacco dei crackers. Li butterai giù, meccanicamente, in realtà non per gustarli, ma semplicemente per godere del fatto che ti opponi a me. Raggiungi un'altra scatola,poi un'altra, e un'altra ancora... Il tuo stomaco diventerà gonfio e grottesco, ma ancora non ti fermerai. Tutto il tempo ti grido di fermarti, tu vacca grassa, tu realmente non hai nessun controllo di te stessa, tu ingrasserai. Quando ti sarà addosso ti riaggrapperai a me, mi chiederai consiglioperché in realtà non vuoi ingrassare. Hai infranto una regola cardinale e hai mangiato, e ora mi vuoi. Ti trascinerò in bagno, sulle tue ginocchia, a fissare nel vuoto della tazza del cesso. Le tue dita ti si cacceranno in gola e, non senza un bel po' di sofferenza, la tua festa di cibo risalirà. Questo deve essere ripetuto, fino a quando non sputerai sangue e acqua e ti renderai conto che è tutto andato. Quando ti rialzerai, avrai una sensazione di vertigine. Non svenire. Alzati immediatamente. Tu vacca grassa questo dolore lo meriti! Forse la scelta di sbarazzarsi della colpa è diversa. Forse ho scelto di farti prendere lassativi, dove ti siedi sul cesso fino alle prime ore del mattino, sentendo le tue viscere rimpicciolirsi. O forse ti faccio fare solo del male da te. Tirare testate contro il muro fino a quando non ti prendi un'emicrania palpitante. Anche tagliarsi è efficace. Voglio che vedi il tuo sangue, che lo vedi colare giù lungo il tuo braccio e in quell'attimo ti renderai conto di meritare qualunque dolore io ti infligga. Sei depressa, ossessionata, dolorante, ferita, ti protendi, ma qualcuno ascolterà? Chi se ne frega?! Sei meritevole; hai portato questo su te stessa. Oh, tutto ciò è rigido? Non vuoi che questo ti succeda? Sono ingiusta? Io faccio cose che ti aiuteranno. Lo rendo possibile perché tu la smetta di pensare ad emozioni che ti causano tensione. I pensieri di rabbia, di tristezza, di disperazione e di solitudine possono cessare perché li porto via e riempio la tua testa col metodo di contare le calorie. Ora, sono la tua unica amica e sono l'unica di cui hai bisogno per piacere. Ho un punto debole. Ma non dobbiamo informarne nessuno. Se decidi di contrastarmi, tenderti verso qualcuno e dirgli come vi rendo vivi, tutto l'inferno si libererà. Nessuno deve scoprire, che nessuno può rompere questo rivestimento con cui ti ho coperta. Io ho creato te, questa sottile, perfetta, bambina di successo. Sei mia e mia e sola. Senza di me, non sei nulla. Quindi non combattermi così. Quando gli altri commentano, ignorali. Passaci sopra, dimenticati di loro, dimenticati di chiunque provi a portarmi via. Sono il tuo bene più grande e intendo mantenere questa cosa. Sinceramente, Ana ''