giovedì 19 febbraio 2009

L'essenziale è invisibile agli occhi

Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la sedia di qualche passo. E guardavi il crepuscolo tutte le volte che lo volevi... "Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatrè volte!"
E più tardi hai soggiunto:
"Sai... quando si è molto tristi si amano i tramonti..."
"Il giorno delle quarantatrè volte eri tanto triste?" Ma il piccolo principe non rispose.

"Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda.[...]
"Ma se la pecora mangia il fiore, è come se per lui tutto a un tratto, tutte le stelle si spegnessero!
E non è importante questo!"
Non potè proseguire. Scoppiò bruscamente in singhiozzi.[...]
Non sapevo bene che cosa dirgli. Mi sentivo molto maldestro. Non sapevo come toccarlo, come raggiungerlo... Il paese delle lacrime è così misterioso.

"I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
"Per favore addomesticami", disse.

Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.

sabato 7 febbraio 2009

cosa fare dopo uno stupro


Carissime, ho deciso di pubblicare queste informazioni su cosa fare nel periodo successivo ad uno stupro, credo sia molto utile per tutte noi, conoscere almeno in una piccola parte cosa fare e a chi rivolgerci dopo una simile esperienza.

1) non stare sola. Nella solitudine tutti i problemi sembrano più grandi di quel che sono, e tante volte ci possono sembrare irrisolvibili

2) se hai subito uno stupro, o un tentato stupro (le conseguenze possono essere le stesse!), prima di farti una doccia recati in un ospedale per far repertare l’avvenuta violenza. Sul tuo corpo possono infatti esserci delle tracce fisiologiche dell’aggressore che potranno essere molto utili per la sua identificazione. Nella grandi città italiane esistono dei centri specialistici dove le donne possono essere visitate ed accolte nelle situazioni di emergenza (per gli indirizzi utili cicca qui). Se ti trovi in un paese/città dove non esistono centri di questo tipo, chiedi comunque aiuto all’Ufficio Minori della Questura (se non sai il telefono o l’indirizzo puoi chiederlo al 113). Vi potrai trovare personale specializzato che provvederà ad ascoltare la tua storia e ad indirizzarti nei momenti successivi all’emergenza.

3) se la violenza sessuale è accaduta in famiglia trova il coraggio di chiedere aiuto e non chiuderti nella rassegnazione e nel silenzio. Ci sono delle strutture in tutta Italia che si occupano dell’accoglienza delle donne vittime di maltrattamenti in famiglia (per gli indirizzi utili clicca qui). Se hai dei figli, metti fine alla violenza anche pensando a loro. L’esposizione alla violenza domestica fra i genitori può traumatizzare gravemente i bambini ed i ragazzi, anche se loro non ne sono vittime in prima persona.

4) parlane il prima possibile con qualcuno. Se ti chiudi nel silenzio poi sarà difficile venirne fuori. Vergogna e sensi di colpa bloccheranno il tuo racconto.

5) nei giorni immediatamente successivi alla violenza sessuale non stare sola, e cerca il più possibile di ritornare alla normale vita che facevi prima dello stupro. Ritornare alla normalità fa molto bene al tuo equilibrio psichico.

6) cerca di scaricare la tensione emotiva e lo stress che hai accumulato facendo esercizio fisico. Correre, andare in bicicletta o in palestra, ma anche lavare i vetri o i paventi, sono attività che consentono alla mente di non focalizzarsi sul ricordo angosciante e nello stesso tempo di ritrovare un controllo positivo sul proprio corpo.

7) non cercare a tutti i costi di dimenticare. Certe esperienze non possono essere dimenticate mai, possono solo essere affrontate e superate. Per lasciarsi alle spalle un brutto avvenimento traumatico bisogna prima aver avuto la possibilità di tenerlo nella testa, di parlarne, di dargli un significato ed infine di elaborarlo. Nei giorni successivi alla violenza sessuale o allo stupro cerca di scaricare la tensione che senti dentro di te, ma nelle settimane o nei mesi successivi parlane con qualcuno.

8) se nelle settimane o nei mesi successivi alla violenza sessuale se senti che stai ancora molto male chiedi aiuto ad uno psicologo esperto nella cura dei problemi che possono emergere dopo un grave trauma.

9) non affidarti solo all’uso di farmaci per curare la tua sofferenza. I farmaci possono aiutare , ma non risolvere la situazione.

10) non fare uso di sostanze quali alcool o droga per non pensare. Chiedi aiuto a qualcuno invece che rifugiarti in sostanze che non possono far altro che aggravare la tua situazione, anche se sul momento sembrano la soluzione più semplice e rapida.

venerdì 6 febbraio 2009

prostitute

"Un'inchiesta realizzata a San Francisco nel 1988 ha dimostrato che il 62% delle prostitute erano state violentate sul lavoro e che il 68% di esse soffriva di stress postraumatico. La Coalizione contro il traffico di donne sostiene che, da un'altra inchiesta condotta a San Francisco, L'88% delle donne vorrebbe abbandonare la prostituzione, il 73% ha bisogno di orientamento lavorativo e il 67% non può fare a meno di alcool e droga."
"In Italia muore una prostituta al mese"

"La prostituzione comporta che un uomo possa abusare di una donna pagando, pertanto è una forma di violenza."
( tratto da "Io Puttana" di Isabel Pisano)
Dedico questo post a tutte quelle donne che vediamo sui bordi delle strade, che guardiamo tutti, un pò per curiosità, o perchè magari ci fanno rabbia, o perchè ci fanno pena, magari ci suscitano sentimenti strani e contrastanti. Quelle ragazze che si prostituiscono sono sempre lì, anche di inverno a morire di freddo con le loro minigonne cortissime. Queste ragazze che vengono sfruttate tutti i giorni sotto gli occhi di tutti, quelle che vengono da paesi poveri, dove non c'è lavoro e dove una ragazza può essere venduta e sfruttata come un oggetto, come se non avesse un'anima. Quelle ragazze che vediamo sulle strade, sedute in mezzo alla polvere. Magari quel mondo fatto di solitudine e dolore che è dentro di loro, non si vede, ma c'è. L'anima lacerata da quegli uomini che le toccano e le usano come se la vita e i sentimenti di una ragazza valessero pochi soldi, come se qualcosa potrà mai ripagare quello che è accaduto loro.

lunedì 2 febbraio 2009

Le donne violate

Care Amiche, vi presento questo libro scritto da Daniela Santanchè, che denuncia la situazione delle donne musulmane in Italia, quelle donne costrette ad ogni tipo di violenze da parte dei loro familiari o dai loro stessi mariti, senza poter avere giustizia perchè per le donne musulmane vale la giustizia del loro paese. Purtroppo, cose che a noi sembrano normalissime (come vestirci come più ci piace, andare dal parrucchiere, truccarci, uscire con gli amici) per queste donne che vivono nel nostro paese, possono diventare una condanna a morte.
Ho voluto riportare qualche stralcio del libro per ricordare alcune di loro e voglio ricordare che queste donne sono state uccise in questo modo barbaro in un paese, il nostro, che definiamo civile.

2006-2007

"Boucra-24 anni, marocchina, uccisa a Verona a colpi di coltello dal
marito. Non portava il velo e viveva da occidentale.

Kabira-28 anni, marocchina, accoltellata a morte dal marito. Offendeva l'Islam con i suoi abiti italiani.

Darin Omar-Marocchina, uccisa dal marito. Si era fatta assumere in un call-center.

Hina Salem-Pakistana, stuprata dal padre a 9 anni, accoltellata e soffocata con un sacchetto di plastica dai suoi familiari. Frequentava un ragazzo italiano e rifiutava il matrimonio forzato che le volevano imporre i genitori.

Fatima Saamali-Marocchina, uccisa sulla statale 26 a pochi chilometri da Aosta. Aveva denunciato alla polizia i continui maltrattamenti del marito: non era una buona musulmana.

Malka-29 anni, strangolata dal marito. Dava scandalo nella comunità con i vestiti e con il rossetto.

Fatima Ksis-20 anni, marocchina, uccisa a coltellate dal fidanzato. L'aveva disonorato con il suo comportamento troppo indipendente.

Amal-26 anni, tunisina, investita dal marito. Stava andando dal parrucchiere.

Sobia-originaria del Bangladesh, avvelenata dai familiari. Non era sottomessa.

Naima-Marocchina, accoltellata dal marito. Rivoleva i figli sequestrati e portati in Marocco."

"C'è una città parallela nelle nostre città, una città sommersa che vive di vessazioni e di abusi. Ma anche di solitudine e di silenzi. Circondate da familiari, parenti, vicini di casa che osservano, giudicano e controllano, alle donne musulmane che non vogliono piegare la testa e cercano di ribellarsi non restano molte vie d'uscita."