giovedì 26 marzo 2009

chiama il 1522




Il numero è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno ed è accessibile dall'intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un'accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo, russo e arabo. Le operatrici telefoniche dedicate al servizio forniscono una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati attivi a livello locale.


Chiamate questo numero se siete vittima di violenza. Ricordate sempre che i veri Uomini non violentano le donne, le amano.



sabato 21 marzo 2009

cos'è la violenza domestica

Care Amiche, oggi voglio introdurre nel blog il tema della violenza domestica, che è quella violenza che si consuma tra le mura domestiche ed è sicuramente la più inquietante perchè moltissime donne in italia ne sono vittime, ed è forse la più difficile da denunciare proprio perchè nel nucleo familiare ci dovrebbe essere la sicurezza che niente possa accaderci, proprio nella famiglia ci dovrebbe essere quella sicurezza di tornare a casa e sentirci protette, mentre per moltissime la casa diventa una prigione, o un luogo da cui voler fuggire.

Dati Istat
Una indagine del 2006, anche se riferita solo alla provincia di Verona, rileva il fenomeno della violenza domestica che comprende “ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale e riguarda tanto soggetti che hanno, hanno avuto o si propongono di avere una relazione intima di coppia, quanto soggetti che all’interno di un nucleo familiare più o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo”.
Nell’arco cronologico indicato
2.706 sono state le richieste di intervento a una o più istituzioni
2.373 è il numero degli eventi segnalati
2.284 è il numero delle vittime direttamente oggetto di violenza domestica
le vittine sono per il 64,8% femmine, per il 33,9% maschi; gli autori sono maschi nel 68,5%, femmine nel 27,7%
la maggioranza delle vittime è di nazionalità italiana (71,6%), il 28,4% è straniera
assunzione di alcol, “futili motivi” e problemi connessi alla separazione o alla rottura della coppia sono le motivazioni della condotta violenta maggiormente esplicitate
nel 70,5% la vittima è percossa con pugni, calci etc. per lo più al capo, al volto o al collo; oltre il 40% presenta lesività (contusioni,ecchimosi, ematomi etc.) in molteplici sedi corporee
nel 40,2% dei casi i periodo di malattia supera la settimana (nel 5,6% non è quantificabile in sede di Pronto Soccorso, essendo seguito il ricovero in ambito ospedaliero)
in altre il 30% dei casi si tratta di “violenza reciproca”, ove entrambe sono vittima e autore nel medesimo episodio o in momenti diversi
per quanto riguarda le ipotesi di reato formulate in sede penale
10 gli omicidi e 6 i tentati omicidi
148 i maltrattamenti in famiglia
20 sono i casi per i quali è formulata ipotesi di reato “atti sessuali con minorenne”;
16 le violenze sessuali.
Ogni atto di violenza in “ambito familiare” è rilevato, attraverso gli atti formali, ogni qual volta intercetta un livello istituzionale -Sanitario (Unità operative di Pronto Soccorso), di Polizia (Polizia di Stato – Arma dei Carabinieri) e Giurisdizionale (Procura della Repubblica – Sezione Famiglia del Tribunale civile e penale).
Si tratta di una indagine a tappeto sulla provincia di Verona, la cui popolazione residente assomma 870.122 unità (fonte ISTAT: popolazione residente al 31.12.2006).

La violenza domestica risponde alla volontà di esercitare potere e controllo sulle donne; per questa ragione l'episodio violento non è quasi mai leggibile come un atto irrazionale, ma è quasi sempre un atto premeditato.
Gli stessi aggressori affermano che picchiare è una strategia finalizzata a modificare i comportamenti delle proprie compagne
E' inoltre importante ricordare che la violenza produce effetti e conseguenze gravissime non solo sulla donna, ma anche sui figli, sia che siano essi stessi maltrattati, sia che "semplicemente" assistano agli episodi di violenza.

si può presentare in diverse forme:
violenza sessuale, psicologica (Minacciare, insultare, umiliare, attaccare l'identità e l' autostima, isolarla, impedire o controllare le sue relazioni con gli altri, essere sbattute fuori casa, essere rinchiuse in casa) violenza economica (Sottrarre alla donna il suo stipendio, impedirle qualsiasi decisione in merito alla gestione dell'economia familiare, obbligarla a lasciare il lavoro o impedirle di trovarsene uno) violenza fisica (Picchiare con o senza l'uso di oggetti. Spintonare, tirare per i capelli, dare schiaffi, pugni, dare calci).

Tanti sono i fattori e i vincoli che trattengono le donne e impediscono loro di prendere in tempi brevi la decisione di interrompere una relazione violenta: la paura di perdere i figli, le difficoltà economiche, l' isolamento, la disapprovazione da parte della famiglia, la riprovazione e la stigmatizzazione da parte della società.

giovedì 12 marzo 2009

self harm



SELF HARM IS DANGEROUS FOR YOUR SOUL



CHIEDI AIUTO SENZA VERGOGNA

A tutte le ragazze che ne soffrono.. l' autolesionismo uccide l'anima, diciamo NO all'autolesionismo, potreste morire solo colpendovi una vena e senza farlo di proposito... non ne varrebbe la pena. Dall'autolesionismo si può uscire, basta chiedere aiuto.

NO ALL'AUTOLESIONISMO



NON FARTI DEL MALE, L'AUTOLESIONISMO E' UNA SOLUZIONE APPARENTE, POICHE' IL TUO CORPO CICATRIZZA, LA TUA ANIMA NO. SE HAI COMPORTAMENTI AUTOLESIONISTICI CHIEDI AIUTO SENZA VERGOGNARTENE, E' UN PROBLEMA PIU' DIFFUSO DI QUELLO CHE PENSI.

martedì 3 marzo 2009

le rose di Valerie



"ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno."

Care Amiche, la citazione di cui sopra è ispirata per chi non lo conoscesse al film "V per Vendetta", ambientato in un ipotetico futuro in cui uno spietato dittatore perseguita e condanna il "diverso". Nel film viene dunque affrontata la tematica, tra le tante, dell'omosessualità femminile. Trovo la storia di Valerie molto commovente per la sua verosimilità. Qui di seguito riporto la sua lettera-testamento. Inoltre consiglio vivamente la visione del film.

"So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi interessa. Io sono io. Mi chiamo Valerie. Non credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia vita. Questa è l'unica autobiografia che scriverò e, mi tocca scriverla sulla carta igienica. Sono nata a Nottingham nel 1985. Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia. Mia nonna aveva una fattoria a Totalbrook e mi diceva sempre che "Dio è nella pioggia". Superai l'esame di terza media ed entrai al liceo femminile. Fu a scuola che incontrai la mia prima ragazza: si chiamava Sarah. Furono i suoi polsi erano bellissimi. Pensavo che ci saremmo amate per sempre. Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase adolescenziale, che sarebbe passata crescendo. Per Sarah fu così, per me no. Nel 2002 mi innamorai di Christina. Quell'anno confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza Christy che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava ma non mi guardava. Mi disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente, ma io avevo detto solo la verità, ero stata così egoista? Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l'unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio all'interno di quel centimetro siamo liberi. Avevo sempre saputo cosa fare nella vita, e nel 2015 recitai nel mio primo film: "Le pianure di sale". Fu il ruolo più importante della mia vita, non per la mia carriera ma perché fu lì che incontrai Ruth. La prima volta che ci baciammo, capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra al di fuori delle sue. Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra. Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita. Ma la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra. A quel punto non ci furono più rose per nessuno. Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come fiancheggiatore e risanamento divennero spaventose mentre cose come Fuoco Norreno e gli articoli della fedeltà divennero potenti. Ricordo come diverso diventò pericoloso. Ancora non capisco perché ci odiano così tanto. Presero Ruth mentre faceva la spesa. Non ho mai pianto tanto in vita mia. Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me. Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno. Morirò qui, tutto di me finirà, tutto, tranne quell'ultimo centimetro; un centimetro è piccolo, ed è fragile, ma è l'unica cosa al mondo che valga la pena di avere. Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino. Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che, anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai; io ti amo, dal più profondo del cuore. Io ti amo. Valerie."

dedico questo post alle donne lesbiche della mia vita: Viviana, mia sorella, Graziana e Federica la ribelle.

tumore al seno

Care Amiche, inserisco questo argomento sul blog perchè credo che ogni donna dovrebbe essere interessata alla prevenzione di questa patologia molto diffusa. Penso che il rispetto per il nostro corpo dovrebbe venire prima di tutto, perchè altrimenti potremmo essere noi stesse la causa di un nostro male, per una negligenza che non possiamo permetterci di commettere; il corpo femminile è già abbastanza preso di mira dalla violenza altrui, e quindi dovremmo fare una grande attenzione, perchè la nostra disattenzione non diventi un ulteriore danno per noi stesse. Care Amiche, in quanto donne lo dobbiamo a noi stesse.

Una donna su dieci viene colpita dal carcinoma alla mammella. Test e controlli regolari, ma anche uno stile di vita sano, consentono di prevenirlo. Necessario conoscere i fattori di rischio ed effetturare esami come la mammografia, l'ecografia, visite regolari dal ginecologo e l'autopalpazione.
Come fare prevenzione.
Si può fare realmente qualcosa sul fronte della prevenzione, almeno stando ai dati dell’American Cancer Society. “Per farlo è necessaria una distinzione: in medicina si parla di ‘prevenzione primaria’ quando l’obiettivo è ridurre la comparsa (“incidenza”) di una malattia. Si parla invece di ‘prevenzione secondaria’, quando l’obiettivo è una diagnosi il più possibile precoce di una malattia già in atto. Questo secondo obiettivo è raggiungibile sia ponendo attenzione ai sintomi minimi (inizialissimi), sia con esami che consentano di riconoscere la malattia.
È possibile ridurre il proprio rischio di ammalarsi con un comportamento attento e con pochi esami di controllo. È bene fare esercizio fisico e alimentarsi con pochi grassi e molti vegetali (frutta e verdura, in particolare broccoli e cavoli, cipolle, tè verde e pomodori).

L’autopalpazione è una tecnica che consente alla donna di individuare precocemente eventuali trasformazioni del proprio seno. La sua efficacia in termini di screening è però molto bassa: questo significa che costituisce un di più rispetto alla sola visita e alla mammografia a partire dall'età consigliata, ma non può sostituirle.

La causa precisa del tumore al seno è ignota. I fattori che possono aumentare il rischio per una donna sono l'ereditarietà, la pubertà precoce, la gravidanza tardiva, l'obesità e lo stile di vita, come un forte consumo di alcool o il fumo. Il fattore di rischio principale per il tumore al seno è l'età, il semplice invecchiamento. La maggior parte dei tumori al seno si riscontra nelle donne con più di 50 anni e le donne più a rischio sono quelle che hanno superato i 60.In una donna, il rischio di sviluppare un tumore al seno aumenta se la madre, la sorella, la figlia o due o più parenti stretti, come ad esempio le cugine, hanno avuto un tumore al seno, specialmente in giovane età. Tuttavia, per l'85% delle donne che sviluppano un tumore al seno, NON vi sono casi noti di malattia all'interno della famiglia.