mercoledì 20 gennaio 2010

Haiti: ci voleva un terremoto per accorgerci di loro?


Carissime, vorrei prendere un tema che in questi giorni ci sta molto a cuore: il terremoto ad Haiti. La mia sia chiaro, vuole essere solo una piccola riflessione su quanto accade in questo posto.
In tv vediamo continuamente immagini di bambini e bambine soli ed abbandonati a loro stessi, senza più genitori e senza una casa in cui vivere. Ma io ho pensato una cosa. Quanti di quei bambini avevano una situazione drammatica, quanti di loro avevano davvero una vita serena quella che ogni bambino dovrebbe avere? Secondo me la situazione è ben diversa da quella che immaginiamo. Ci sono bambini ad Haiti che vengono sfruttati, abbandonati, picchiati, venduti dai genitori stessi per finire in squallidi bordelli per essere sfruttati sessualmente, e per morire non dopo molto tempo di aids. E le bambine sono le più colpite. Ho fatto qualche ricerca in internet e questo è stato il risultato, più drammatico di quel che credevo:

"La lista di violazioni e discriminazioni delle quali l’infanzia di Haiti è vittima è tristemente lunghissima. In modo particolare per le femmine. Come riportato dall’UNICEF nel Child Alert: Haiti, pubblicato nel marzo 2006, un bambino su quattordici non riuscirà a festeggiare il suo primo compleanno; il tasso di mortalità entro i 5 anni è 120/1.000: in altre parole un bambino ogni otto non raggiungerà i 5 anni. Un minore su sette è orfano di almeno un genitore; elemento che, combinato con la situazione di povertà che affligge il paese, fa sì che moltissimi bambini vivano in una situazione di gravissima vulnerabilità, rendendoli facile preda di sfruttatori. Come confermato dall’assurdo fenomeno - tanto assurdo da sembrare anacronistico nel 2007 a poco più di un’ora di volo dalle spiagge della Florida - dei circa 280.000 bambini restaveks, bambini in domesticità (che non è altro che una definizione addolcita per indicare la schiavitù), sfruttati nei lavori domestici e in molti casi ripetutamente picchiati e abusati sessualmente, dove, ancora una volta, sono le bambine le più colpite, rappresentando il 75% di questa cifra."

"Gli abusi sessuali sulle bambine hanno raggiunto livelli drammatici. Secondo uno studio pubblicato recentemente dalla Banca Mondiale si stima che il 46% delle minorenni siano state vittime di abusi sessuali domestici. A Cité Soleil e Martissant (zone della capitale colpite dalla violenza armata) molte ragazze sono state vittima di stupro, e in molti casi di stupri collettivi. L’unità per la protezione delll’infanzia di MINUSTAH ha riportato 29 casi nell’ultima settimana del mese di novembre, tra cui quello di una ragazza quindicenne vittima di uno stupro collettivo da parte di sei persone armate."

Non ci è voluto certo un terremoto per distruggere loro l'esistenza. Io dico che una grandissima parte di quei bambini era già compromessa dagli sfruttamenti che nessun bambino dovrebbe mai subire. Non ci voleva un terremoto per accorgerci di loro.