lunedì 22 marzo 2010

La donna è perfetta com'è.

Ho deciso di parlarvi delle mutilazioni genitali femminili per dare uno sguardo alla condizione della donna oltre la nostra cultura occidenale, perchè a noi, donne ormai libere sotto tutti i punti di vista, potrebbe sembrare assurda l'esistenza di tali pratiche proprio al giorno d'oggi. E' importante invece per noi conoscere queste cose perchè accadono anche in Italia, e la prima forma di distruzione di questi abomini sono proprio la conoscenza e l'informazione.

L'infibulazione (dal latino fibula, spilla) è una mutilazione genitale femminile. Consiste nell'asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale. Ha nascita esclusivamente culturale, ma oggi è adottata e praticata soprattutto in molte società in Africa, nella penisola araba e nel sud-Est asiatico.
Le origini delle mutilazioni sessuali femminili sono legate a tradizioni dell’antico Egitto (da qui il nome di infibulazione faraonica). Si calcola che in Egitto, nonostante la pratica sia vietata, ancora oggi tra l'85% e il 95% delle donne abbia subito l'infibulazione. La Somalia, dove la pratica è diffusa al 98%, è stata definita dall'antropologo de Villeneuve le pays des femmes cousues, il paese delle donne cucite.
L'infibulazione e l'escissione del clitoride non sono menzionate dal Corano. non è dunque islamicamente lecita alcuna forma di infibulazione che rechi danno fisico alla donna. Né è considerato accettabile nell'Islam che sia limitato il piacere sessuale della donna. Di qui il fatto che la giurisprudenza coranica ammette, fra le cause di divorzio, difetti fisici della sposa, come ad esempio una circoncisione mal riuscita.

Sebbene non sia in nessuna sua parte richiesta dal Corano, l'infibulazione è una pratica che si può riscontrare in alcuni paesi islamici (parte dell'Egitto, Somalia, Eritrea, Nigeria) dove viene consigliata spacciandola come sistema utile a mantenere intatta la purezza della donna. In Indonesia un'associazione islamica sta finanziando campagne di infibulazione gratuita all'interno delle scuole. Così facendo avrebbe già reso possibile l'infibulazione del 96 per cento delle bambine indonesiane. Anche se tale informazione - proveniente dalla meritoria attività di una Fondazione militante istituita da Waris Dirie risulta decisamente sovradimensionata e del tutto non referenziata.
In Somalia, una donna che non è infibulata, viene considerata impura. Per tanto, non riesce a trovare marito e rischia l'allontanamento dalla società.
Il presidente Thomas Sankara mise al bando con una legge nel 1985 l'escissione e l'infibulazione in Burkina Faso.

EFFETTI DELL'INFIBULAZIONE

I rapporti sessuali, attraverso questa pratica, vengono impossibilitati fino alla defibulazione (cioè alla scucitura della vulva), che in queste culture, viene effettuata direttamente dallo sposo prima della consumazione del matrimonio. Dopo ogni parto viene effettuata una nuova infibulazione per ripristinare la situazione prematrimoniale. La pratica dell'infibulazione faraonica ha lo scopo di conservare e di indicare la verginità al futuro sposo e di rendere la donna una specie di oggetto sessuale incapace di provare piacere nel sesso con il coniuge.
Le conseguenze per la donna sono tragiche, in quanto perde completamente la possibilità di provare piacere sessuale a causa della rimozione del clitoride e i rapporti diventano dolorosi e difficoltosi, spesso insorgono cistiti, ritenzione urinaria e infezioni vaginali. Ulteriori danni si hanno al momento del parto: il bambino deve attraversare una massa di tessuto cicatrizzato e poco elastico reso tale dalle mutilazioni; in quel momento il feto non è più ossigenato dalla placenta e il protrarsi della nascita toglie ossigeno al cervello, rischiando di causare danni neurologici. Nei paesi in cui è praticata l'infibulazione inoltre, è frequente la rottura dell'utero durante il parto, con conseguente morte della madre e del bambino.

Bisogna ricordare che queste pratiche sono atti di sottomissione della donna camuffati da usanze di vario tipo. Le pratiche culturali tradizionali di ogni paese non giustificano MAI gli abusi come questi! Esse sono solo frutto di una società maschiocentrica e non bisogna confonderla con altro (è il caso ad esempio delle donne musulmane e l'usanza del burqa).
E ricodatevi Amiche, che quelle donne che rivendicano il loro diritto di aderire a queste pratiche o usanze, lo fanno perchè reduci da un'esperienza di vita parzialmente cieca e fortemente influenzata dal contesto sociale che fa credere loro di poter scegliere.
Ma può una donna scegliere di mutilare una parte di se stessa? Può una donna scegliere di nascondere la propria bellezza? Può una donna scegliere di vivere reclusa? La risposta, la lascio proprio a voi che siete donne.