venerdì 29 luglio 2011

la boiata del decalogo antistupro.

Care Amiche, femministe e non, casalinghe, campagnole, cittadine, sempliciotte, intellettuali, lesbiche, trans, fidanzate, single, universitarie, lavoratrici, mamme e figlie. Oggi mi rivolgo proprio a tutte per portare la vostra attenzione al decalogo antistupro patrocinato dal comune di Roma per la "nostra sicurezza". Ventiquattro semplici regole tutte al femminile da seguire per prevenire un'aggressione a sfondo sessuale a nostro scapito, per tutte noi che viaggiamo in treno, che andiamo a lavoro che, semplicemente VIVIAMO:

"Quartieri grandi come citta’, moltitudini di persone e di auto che si spostano ogni giorno, manifestazioni e cortei che raccolgono persone da tutta Italia, milioni di turisti che affollano il centro della citta’, immigrati di razze diverse in cerca di una casa o di un lavoro che si riversano nelle periferie. Difficile sentirsi sicure. (che paura!)
Per chi viaggia in treno da sola, torna a casa tardi la sera, vive in periferia o in quartieri particolarmente a rischio, per chi subisce violenza psicologica a casa o al lavoro o per chi semplicemente parcheggia l’auto di notte da sola sotto casa. Nel vademecum sono contenuti anche tutti i numeri utili da salvare sul proprio cellulare e le informazioni utili su Petra, il dispositivo per la sicurezza personale sperimentato a Roma dimostratosi utilissimo per chiunque voglia sentirsi più sicuro."

In breve, il decalogo consiglia alle donne di non vestire in modo appariscente se si viaggia col treno, di non passare per vicoli bui, di mettere la borsetta nella busta della spesa e consigli simili, sminuendo l'intelligenza e il corpo di ogni donna, sottintendendo che se vogliamo davvero proteggerci dobbiamo vivere e comportarci come degli automi stereotipati e senza personalità, sottintendendo che potremmo noi essere la causa di un tentato stupro o di una aggressione semplicemente mettendo quello che più ci piace e che ci fa sentire a nostro agio, quando invece gli stupri e le tentate violenze sono scatena da ben altro. Qualcosa che è dentro certi maschi, un odio misogino, il voler dimostrare di essere superiore ad un altro essere umano, umiliandolo. La realtà è un'altra. Le donne sono sempre state uccise, violentate, massacrate per leggi e regole (come il delitto d'onore o l'omofobia, quante donne lesbiche vengono violentate all'uscita dei locali gay?) imposte da società maschiocentriche, e nulla hanno a che fare con il modo di vestire.
Penso che sarebbe molto più utile cominciare a spostare l'attenzione su gente che è capace di stuprare bambini, violentare ragazzine, picchiare la propria moglie. Invece che mettere sulle metrò i consigli della nonna per non essere stuprate (che a mio parere potrebbero persino servire da giustificazione per i malintenzionati poichè una donna che non aderisce al decalogo potrebbe passare per una poco di buono "l'ha voluto lei"), sarebbe molto più utile esporre dei consigli di comportamento rivolto agli uomini per evitare di infastidire anche involontariamente le donne; credo infatti che sia sbagliatissimo accendere i riflettori sulla vittima e i suoi comportamenti, invece che su coloro che compiono un grave reato.