lunedì 22 ottobre 2012

Le lavanderie Magdalene

Irlanda, 25 settembre 1996: viene chiusa l'ultima lavanderia Magdalene.
Le Case Magdalene sorsero in Inghilterra e in Irlanda nel XIX secolo, avendo convenzionalmente come scopo, la riabilitazione di donne che avevano lavorato come prostitute. In Irlanda le Case prendevano il nome da Santa Maria Maddalena, che secondo la tradizione cattolica si pentì dei suoi peccati e divenne una fedele seguace di Gesù. La maggior parte di questi istituti furono gestiti da suore che appartenevano ai vari ordini, per conto della Chiesa Cattolica che ne favorì la diffusione. Inizialmente erano concepite come "ricoveri di breve durata", ma si trasformarono presto in ricoveri a lungo termine, infatti   le ragazze (spesso poco più che adolescenti) erano trattenute contro la loro volontà. Le penitenti erano costrette a lavori durissimi nonchè a punizioni corporali e privazioni di ogni tipo per redimere lo spirito e la loro anima. Questo avveniva con la complicità dei genitori preoccupati dell'onore della famiglia ed eventualmente evitare scandali. I gravi peccati di cui si macchiavano le ragazze erano quello di essere state stuprate, madri nubili, la civetteria oppure orfane mandate lì da altri istituti, tutti in pratica pretesti per sbarazzarsi di queste ragazze che in una famiglia numerosa erano un peso, per una società patriarcale per cui la figlia femmina non era altro che qualcosa da sistemare al più presto possibile.
Si calcola che oltre 30.000 donne siano state detenute nelle Case Magdalene ma non c'è un vero calcolo di quante vite siano state realmente danneggiate, il clima infatti era di sottomissione totale e si celavano episodi di maltrattamento e violenza, e le lavanderie in cui le ragazze lavoravano senza essere assolutamente retribuite  sono state paragonate a delle vere e proprie industrie dove la loro manodopera portava molti profitti.
La vera condizione di queste Donne e la verità su tali Istituti, non fu tenuta di gran conto fino al 1993, quando un ordine di suore a Dublino vendette parte del convento a un imprenditore immobiliare e vennero rinvenuti resti delle 155 pazienti, che erano stati tumulati in tombe anonime all’interno della proprietà. Questo scatenò uno scandalo pubblico.
Nel documentario "Sex in a Cold Climate" del 1998 furono intervistate ex detenute delle Case Magdalene, che riferirono di aver subito abusi sessuali, psicologici e fisici continuati e di essere state completamente isolate dal mondo esterno durante il periodo di detenzione.
Il regista Peter Mullan ha diretto il film "Magdalene" ( che tratta in maniera approfondita questa tematica) presentato in anteprima mondiale a Venezia e premiato nel 2002 con il Leone d’oro, eccovi il trailer e vi lascio il consiglio di vederlo al più presto! Sarà di certo uno spunto per riflettere sulla condizione della donna ancora oggi vista come una provocatrice da punire.




venerdì 19 ottobre 2012

Campagna nazionale contro il bullismo: SMONTA IL BULLO!


Carissime Amiche, oggi vi voglio parlare del bullismo.
La scuola dovrebbe essere un luogo sicuro, dove non solo ci si istruisce ma è un luogo dove gli adolescenti si possono confrontare tra loro e formare la loro personalità, distaccandosi dai genitori per creare legami che saranno importanti per la loro crescita. L'adolescenza è un periodo molto delicato della vita, perchè si è insicuri sul proprio aspetto fisico e si cerca di essere accettati dal gruppo. Purtroppo è proprio nella scuola che si verificano più spesso episodi di bullismo. Per un adolescente o un bambino è certamente drammatico vivere una situazione di questo tipo, e i problemi che ne derivano sono duraturi nel tempo (ansia, depressione perpetrata nell'età adulta e spesso, il suicidio).
Spesso questo termine viene distorto dai mass media che lo utilizzano per descrivere tutti quei comportamenti antisociali e violenti degli adolescenti. Il termine bullismo invece si riferisce ad una serie di comportamenti di prevaricazione tra minori: prendere in giro ripetutamente, escludere dai discorsi, umiliare, sottomettere, impaurire, pretendere denaro o cibo... la vittima è di solito un ragazzino o una ragazzina  particolarmente sensibile, che riceve continuamente prese in giro e da un ragazzo o un gruppo di ragazzi che ottengono il silenzio/approvazione dal resto della classe. Spesso anche i professori non sanno come reagire di fronte a questo fenomeno.
Le modalità di prevaricazione sono due:

PREPOTENZA DIRETTA: la
vittima subisce aggressioni fisiche (calci, schiaffi, pugni) oppure vengono rovinati i suoi oggetti personali.

PREPOTENZA INDIRETTA ( tipicamente femminile): è a livello psicologico, la vittima subisce soprusi verbali (derisioni, umiliazioni, insulti,offese).


I comportamenti dei bulli rispettano questi tre aspetti:

INTENZIONALITA' (il bullo ha lo scopo di ferire la vittima e causarle disagio)
ASIMMETRIA DELLA RELAZIONE (il bullo è molto più forte della vittima sia fisicamente che psicologicamente)
PERSISTENZA (cioè la ripetitività del comportamento violento)

La vittima si sente sempre più isolata e quasi sempre non chiede aiuto perchè pensa di meritare certi atteggiamenti oppure ha paura di ripercussioni. Le vittime sono quasi sempre adolescenti insicuri, cicciottelli, con gli occhiali, diversamente abili, con l'apparecchio per i denti o, ancora, sono omosessuali o "diversi" per il colore della pelle o la classe sociale. Come ho detto prima il bullismo può avere conseguenze molto gravi: non sono pochi gli adolescenti che si sono suicidati perchè subivano continuamente prese in giro a scuola.


Fermare il bullismo si può. Se volete più informazioni vi lascio il sito http://www.smontailbullo.it/webi/index.php?s=1 (CAMPAGNA NAZIONALE CONTRO IL BULLISMO) vi lascio il numero verde nazionale 800-669696, attivo dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, a cui rivolgersi per segnalare casi, chiedere informazioni generali sul fenomeno e su come comportarsi in situazioni “critiche”e ricevere il giusto sostegno.