martedì 12 novembre 2013

La cantante Dolores O'Riordan rivela i tragici abusi sessuali subiti durante la sua infanzia.

La cantente Dolores O'Riordan ha dichiarato di dover portare un peso troppo grande e ha quindi espresso il desiderio di liberarsi. Ha cosi rilasciato questa intervista che ha voluto fare nella camera della sua figlioletta. Ha dichiarato infatti, piangendo durante tutta l'intervista che durante la sua infanzia (dagli otto fino ai dodici anni) ha subito delle brutali violenti da una persona di fiducia che frequentava la sua casa, nella contea di Limerick.
"per quattro anni, quando ero ancora una bambina, ho subito abusi sessuali" dichiara la cantante nell'intervista per il Sunday Independet. "Ero solo una bambina"
Oggi la coraggiosa cantante dice di volersi concentrare sulla sua famiglia invece che sul suo passato "adesso voglio vivere soltanto per i miei figli".

Dolores dichiara nell'intervista che i suoi figli, adesso che hanno l'età in cui lei ha subìto le molestie l'hanno aiutata a dover affrontare l'esperienza traumatica "è difficile soprattutto quando hai delle figlie perchè avevo continuamente flashback quando ero con loro e quando le guardavo. Mi chiedo, come può qualcuno trarre soddisfazione sessuale di qualunque tipo, capisci?"
Dolores dice che parlarne adesso la aiuterà a rimarginare le sue ferite "non ne ho mai parlato prima perchè, veramente, non ero in grado di, di essere onesta. Ci sono voluti anni ed anni di psicoterapia, è qualcosa che mi porterò dietro per sempre. Ho la sensazione di un grande fardello sulle mie spalle. Sento che aprirmi e confessare a tutti coloro che hanno acquistato i miei
album e che mi hanno amata e hanno partecipato ai miei concerti, non farà che aiutarmi".
Nella lunga intervista Dolores non manca di entrare in maniera molto cruda nei dettagli degli abusi "Lui usava masturbarmi quando avevo otto anni, mi faceva fare sesso orale, e poi eiaculava sul mio petto quando avevo otto anni. c'erano molti contatti inappropriati, eccetera"
La cantante dichiara inoltre che durante tutti questi anni della sua carriera sentiva che il successo e l'affetto dei suo fan fosse immeritato dal momento in cui provava schifo per se stessa e si sentiva colpevole. Erano già noti infatti i suoi lunghi periodi di depressione, anoressia e persino un tentativo di suicidio. Solo adesso diventano più chiari molti versi delle sue canzoni ad esempio la notissima Dreams fu dedicata al suo primo fidanzato poichè questa esperienza rese il suo approccio con lui particolarmente difficile dato che continuava ad avere flashback ogni volta che lei gli si avvicinava "ci sono voluti anni. E' difficile, davvero davvero difficile....".
Inoltre l'ambiente in cui la giovane Dolores è cresciuta non l'ha aiutata poichè in un piccolo paese in Irlanda vigeva la regola del "non dirlo a nessuno" ma non parlarne non ha fatto che incrementare i brutti ricordi "e questo è orribile: non puoi controllare i ricordi come nella canzone Stupid io canto: non posso cancellare questi ricordi/ qualcosa è intrappolata dentro di me/ stupido, stupido, stupido. 
Nonostante queste rivelazioni Dolores ammette "ho ancora molti problemi.... problemi mentali, legati alla mia infanzia [....] trovo ancora difficile amare me stessa. E trovo difficile fidarmi delle persone. L'amore dei miei familiari è stato la mia salvezza. Loro mi hanno salvata."
L'intervista del Sunday Independent si chiude con un ultima domanda: se potessi dire qualcosa alla te stessa di allora, cosa diresti? "Le direi che non è colpa sua, vorrei tanto poter tornare indietro nel tempo".

mercoledì 2 ottobre 2013

la storia di L.

Carissime Amiche, come ben sapete il mio blog è a disposizione di chiunque voglia condividere con tutte noi, la propria esperienza... per incoraggiare a denunciare la violenza subìta o semplicemente per liberarsi di un peso e condividerlo con chi ha nel cuore una esperienza traumatica come può essere uno stupro.
Ecco allora, le parole di L, una ragazza che ha espresso il desiderio di poter condividere con tutte noi le sue parole. Ho lasciato il racconto così come mi è stato inviato, non mi sembrava giusto eliminare nulla.... sono certa che la sua storia aiuterà qualcuna di noi ad aprirsi, a denunciare e a lasciar spazio all'amore invece che al senso di colpa e soprattutto a denunciare sempre.

"Tu consigli bene di non farsi subito la doccia e perdere le tracce dopo lo stuproIl mio primo errore è stato quello. Non aver resistito, con la doccia mi sembrava di potermi pulire, mi strofinavo anche a sangue, ma alla fine è restata comunque la sensazione di sporcizia addosso. Avrei dovuto resistere. Dopo quella brutta esperienza, avvertivo la necessità di avere un altro uomo addosso, dentro, con urgenza, che sostituisse l'ultimo uomo che mi aveva avuta (con la forza), sperando che un nuovo rapporto sessuale potesse cancellare le tracce di quello precedente. ormai il mio corpo mi sembrava non appartenermi più, così ho cominciato a venderlo. Prostituirmi mi illudeva di avere un ruolo attivo nella sessualità (sceglievo volontariamente di concedermi a qualcuno, che invece di rubare il mio corpo lo pagava, e sapere che qualcuno era disposto a pagare per avermi, mi faceva sentire come se avessi di nuovo un valore). Volevo dimostrare di non avere paura del sesso, e che quindi potevo farlo anche più volte al giorno e con diverse persone. Ma la paura era legittima, non dobbiamo essere per forza sempre forti, ma soprattutto non tutto si può comprare, solo gli oggetti si possono comprare. Non le persone. Prostituirmi ha cominciato a farmi stare male, ma sentivo che continuare a farlo fosse la giusta punizione per me, per essere uscita quella maledetta sera, oppure per non essere riuscita a gridare abbastanza forte. io mi sentivo difettosa, non riuscivo più ad amarmi, e pensavo che gli altri nemmeno potessero, temevo che vedessero in me lo schifo che mi sentivo dentro io. Non siamo già state punite abbastanza? (non si sa per quale colpa?) Non puniamoci anche da sole!! Quindi l'errore che non riesco a perdonarmi, e che vorrei che nessun'altra mai facesse, è di essermi fatta violenza da sola... quando subisci una violenza è un conto, quando te la procuri tu da sola, è un altro. La mia esperienza non ha recato solo danni psicologici, ma anche una frattura al bacino, tutt'ora non posso sfogarmi andando in bici o in pattini o correndo o nuotando, anche una passeggiata è difficoltosa per me.... e anche la notte sento quel dolore, che non può farmi dimenticare cos'è successo. Ma avrei tanto desiderio di sfogare energie con lo sport... ballare come prima (gareggiavo anche). E quindi dico a tutte quelle che ancora possono farlo, di sfruttare al massimo tutto quello che gli è rimasto, di sorridere perchè c'è ancora una corsa da poter fare, un cielo stellato da guardare, una persona che ci potrà amare, e ci farà tornare ad amarci da sole, che ci farà piacere il sesso, che ci farà ridere e smettere di odiare, smettere di tremare e svegliarci la mattina con la consapevolezza che ci troviamo ancora un altro giorno in un mondo cattivo... noi abbiamo la possibilità di renderlo migliore, di sensibilizzare gli altri, e se non riusciamo a migliorare la vita degli altri almeno possiamo farlo con la nostra... ricordandoci che siamo ancora vive nonostante tutto, e che quello che è successo ormai è successo, ma quello che succederà dipende da noi, riacquistiamo sicurezza, non facciamoci vincere, denunciamo per salvare la prossima vittima, e riprendiamo a sorridere alla faccia del nostro aguzzino, e per il bene di chi ci vuole vedere felici. E non drogatevi se non di speranza, Dio o il destino o chi volete voi... con una mano toglie e con l'altra dà. Beati gli afflitti perchè verranno consolati!! Non siete sole, ci sono psicologi, medici, preti, avvocati, familiari e amici.... è vero a volte non possono capire, perchè non hanno vissuto personalmente certe cose.... a volte la legge non ci aiuta. A volte non riusciamo ancora a fare uscire le parole dalla nostra bocca... e allora per fortuna... almeno possiamo leggere le parole delle altre, perchè esistono blog come quello di Evaviolata. Grazie Eva."

 Io direi grazie a te che hai condiviso tutto questo con noi...


giovedì 26 settembre 2013

Lacrime di donna

Un bambino chiede alla mamma: «Perché piangi?». 
Perché sono una donna» gli risponde.
«Non capisco» dice il bambino. 
La mamma lo stringe a sé e gli dice: «E non potrai mai capire…»
Più tardi il bambino chiede al papà: «Perché la mamma piange?» 
«Tutte le donne piangono senza ragione», fu tutto quello che il papà seppe dirgli.
Divenuto adulto, chiese a Dio: «Signore, perché le donne piangono così facilmente?» 
E Dio rispose: «Quando l’ho creata, la donna doveva essere speciale.
Le ho dato delle spalle abbastanza forti per portare i pesi del mondo,e abbastanza morbide per renderle confortevoli.
Le ho dato la forza di donare la vita, quella di accettare il rifiuto che spesso le viene dai suoi figli.Le ho dato la forza per permetterle di continuare quando tutti gli altri abbandonano.
Quella di farsi carico della sua famiglia senza pensare alla malattia e alla fatica.
Le ho dato la sensibilità di amare i suoi figli di un amore incondizionato, anche quando essi la feriscono duramente.
Le ho dato la forza di sopportare il marito nelle sue debolezze e di stare al suo fianco senza cedere.
E finalmente, le ho dato lacrime da versare quando ne sente il bisogno.Vedi figlio mio, la bellezza di una donna non è nei vestiti che porta, né nel suo viso, o nella sua capigliatura.
La bellezza di una donna risiede nei suoi occhi. Sono la porta d’entrata del suo cuore, la porta dove risiede l’amore.
Ed è spesso con le lacrime che vedi passare il suo cuore»



lunedì 8 luglio 2013

Dateci libertà, indipendenza e RISPETTO!


"Date ad una ragazza le scarpe giuste e conquistarà il mondo."
-Marilyn Monroe


Mi sono imbattuta in questo link mentre ero su facebook, e ho pensato: cavolo, ma c'è qualcuna che pensa davvero queste fesserie?
Io sono davvero una bella ragazza, ho tutte le carte in regola per essere definita tale, ma ciò non mi rende più felice o infelice non mi rende più stupida o più intelligente di chi non corrisponde a certi canoni definiti dalla moda o dalla società perchè solo di questo si tratta. Una bellezza che poi svanisce per le donne come per gli uomini. Sì, mi piace indossare tacchi alti, adoro fotografarmi in ghingheri con un bel vestito addosso, mi piace "curarmi" nello stesso modo in cui ce lo dicono i media e le pubblicità, ma non per questo mi sento meglio con me stessa. Io credo che siano davvero altre le cose per la quale si apprezza una persona e non c'è tacco alto che possa cambiare questo. Cosa rende davvero una donna, Donna con la "D" maiuscola? Una donna è sempre sottovalutata, umiliata nella sua intelligenza. Io dico, non regalateci delle scarpette per farci felici, regalateci un libro.
Che maniera stupida di definire una donna.. datele un libro la sua indipendenza e la sua libertà invece!
Proprio oggi mi è capitato di incrociare per strada una mia ex compagna di classe delle scuole medie, la più brava. Aveva sempre il massimo dei voti, e in seguito è andata ad un liceo scientifico. Ora porta per mano il suo bambino, è sposata, è sciatta nel vestire, non ha un lavoro, non ha niente che ricordi la ragazzina determinata e studiosa che conoscevo. Dov'è andata a finire la sua voglia di studiare, la sua competizione positiva? non le serviva continuare gli studi? O forse, mi sono detta, non serve alla nostra società una "mente donna". Servono casalinghe sole e trascurate dai mariti, donne che se avessero studiato, se fosse stato insegnato loro che non esistono solo la famiglia e i figli e un fisico perfetto per sentirsi complete e soddisfatte forse avrebbero contribuito anche loro ad una società migliore e ad un maggiore rispetto per tutte noi. 
La colpa di tutto questo non è la nostra. Non è colpa nostra se ci hanno insegnato ad essere mamme e mogli prima che avvocatesse o medici o lavoratrici soddisfatte di noi stesse. Ecco perchè voglio dirvi che i nostri cervelli sono importanti, e per questo voglio mostrarvi questo video che da un po' gira in rete si intitola Bambine contro gli stereotipi, potete guardarlo cliccando qui: Bambine contro gli stereotipi.

La società ci vuole così, contente per un bel vestito o per una collana nuova. Noi invece dovremmo essere contente per un buon libro o un lavoro appagante e POI, oppure insieme a questo, essere contente e realizzate con la maternità e l'amore. Non lasciamoci fuorviare.


venerdì 17 maggio 2013

17 maggio 2013 giornata internazionale contro l'omofobia

Carissime Amiche, voglio ricordavi che oggi è la giornata mondiale contro l'omofobia. 
Non tutti indossano delle maschere per vivere.... ma moltissime persone omosessuali, sul luogo di lavoro o in famiglia o a scuola non hanno il "coraggio" di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale. Sì, ancora oggi ci vuole coraggio a dichiararsi perchè in questa società regna l'ignoranza totale, dove si pensa ancora che gli omosessuali siano pervertiti, portatori di AIDS o ancora, non possano essere bravi genitori o che i bambini potrebbero subire danni psicologici causati dalla mancanza di una figura paterna o materna quando ormai è stato dimostrato che un bambino cresce benissimo anche con una coppia dello stesso sesso. Molta gente è ignorante e non accetta qualcosa che non rientra nel proprio modo di vedere le cose limitando la libertà altrui, insultando chi si percepisce come "diverso". 
Sono certa che a breve anche l'Italia consentirà il matrimonio omosessuale e che prima o poi questa forma di discriminazione lascerà spazio solo all'amore.