mercoledì 2 ottobre 2013

la storia di L.

Carissime Amiche, come ben sapete il mio blog è a disposizione di chiunque voglia condividere con tutte noi, la propria esperienza... per incoraggiare a denunciare la violenza subìta o semplicemente per liberarsi di un peso e condividerlo con chi ha nel cuore una esperienza traumatica come può essere uno stupro.
Ecco allora, le parole di L, una ragazza che ha espresso il desiderio di poter condividere con tutte noi le sue parole. Ho lasciato il racconto così come mi è stato inviato, non mi sembrava giusto eliminare nulla.... sono certa che la sua storia aiuterà qualcuna di noi ad aprirsi, a denunciare e a lasciar spazio all'amore invece che al senso di colpa e soprattutto a denunciare sempre.

"Tu consigli bene di non farsi subito la doccia e perdere le tracce dopo lo stuproIl mio primo errore è stato quello. Non aver resistito, con la doccia mi sembrava di potermi pulire, mi strofinavo anche a sangue, ma alla fine è restata comunque la sensazione di sporcizia addosso. Avrei dovuto resistere. Dopo quella brutta esperienza, avvertivo la necessità di avere un altro uomo addosso, dentro, con urgenza, che sostituisse l'ultimo uomo che mi aveva avuta (con la forza), sperando che un nuovo rapporto sessuale potesse cancellare le tracce di quello precedente. ormai il mio corpo mi sembrava non appartenermi più, così ho cominciato a venderlo. Prostituirmi mi illudeva di avere un ruolo attivo nella sessualità (sceglievo volontariamente di concedermi a qualcuno, che invece di rubare il mio corpo lo pagava, e sapere che qualcuno era disposto a pagare per avermi, mi faceva sentire come se avessi di nuovo un valore). Volevo dimostrare di non avere paura del sesso, e che quindi potevo farlo anche più volte al giorno e con diverse persone. Ma la paura era legittima, non dobbiamo essere per forza sempre forti, ma soprattutto non tutto si può comprare, solo gli oggetti si possono comprare. Non le persone. Prostituirmi ha cominciato a farmi stare male, ma sentivo che continuare a farlo fosse la giusta punizione per me, per essere uscita quella maledetta sera, oppure per non essere riuscita a gridare abbastanza forte. io mi sentivo difettosa, non riuscivo più ad amarmi, e pensavo che gli altri nemmeno potessero, temevo che vedessero in me lo schifo che mi sentivo dentro io. Non siamo già state punite abbastanza? (non si sa per quale colpa?) Non puniamoci anche da sole!! Quindi l'errore che non riesco a perdonarmi, e che vorrei che nessun'altra mai facesse, è di essermi fatta violenza da sola... quando subisci una violenza è un conto, quando te la procuri tu da sola, è un altro. La mia esperienza non ha recato solo danni psicologici, ma anche una frattura al bacino, tutt'ora non posso sfogarmi andando in bici o in pattini o correndo o nuotando, anche una passeggiata è difficoltosa per me.... e anche la notte sento quel dolore, che non può farmi dimenticare cos'è successo. Ma avrei tanto desiderio di sfogare energie con lo sport... ballare come prima (gareggiavo anche). E quindi dico a tutte quelle che ancora possono farlo, di sfruttare al massimo tutto quello che gli è rimasto, di sorridere perchè c'è ancora una corsa da poter fare, un cielo stellato da guardare, una persona che ci potrà amare, e ci farà tornare ad amarci da sole, che ci farà piacere il sesso, che ci farà ridere e smettere di odiare, smettere di tremare e svegliarci la mattina con la consapevolezza che ci troviamo ancora un altro giorno in un mondo cattivo... noi abbiamo la possibilità di renderlo migliore, di sensibilizzare gli altri, e se non riusciamo a migliorare la vita degli altri almeno possiamo farlo con la nostra... ricordandoci che siamo ancora vive nonostante tutto, e che quello che è successo ormai è successo, ma quello che succederà dipende da noi, riacquistiamo sicurezza, non facciamoci vincere, denunciamo per salvare la prossima vittima, e riprendiamo a sorridere alla faccia del nostro aguzzino, e per il bene di chi ci vuole vedere felici. E non drogatevi se non di speranza, Dio o il destino o chi volete voi... con una mano toglie e con l'altra dà. Beati gli afflitti perchè verranno consolati!! Non siete sole, ci sono psicologi, medici, preti, avvocati, familiari e amici.... è vero a volte non possono capire, perchè non hanno vissuto personalmente certe cose.... a volte la legge non ci aiuta. A volte non riusciamo ancora a fare uscire le parole dalla nostra bocca... e allora per fortuna... almeno possiamo leggere le parole delle altre, perchè esistono blog come quello di Evaviolata. Grazie Eva."

 Io direi grazie a te che hai condiviso tutto questo con noi...